Sul ritorno di Orange is the New Black

Più o meno ogni bookworm soffre anche di dipendenza da serie TV, quindi è probabile che una buona percentuale di voi sappia che domani è il giorno dell’uscita della terza stagione Orange is the New Black e non veda l’ora di cominciarla. Forse non è il momento migliore per tuffarsi su una serie, ma la maturità l’abbiamo già fatta da un pezzo e quest’estate non c’è nessuna competizione calcistica che induca a riti sociali collettivi, quindi incollarsi a Netflix si può.

Se anche voi sacrificherete qualche serata estiva per seguire le vicende del carcere di Litchfield, forse sarete d’accordo con me sui motivi di gioia per l’inizio della terza stagione.

Finalmente si ride (spero). Le principali serie che ho seguito negli ultimi mesi sono state Downton Abbey e Game of Thrones (per quanto riguarda quest’ultima, è stata una maratona mistica, di cui vi parlerò più dettagliatamente un’altra volta), quindi non esattamente il trionfo della gioia e dell’allegria. Non vedo l’ora di poter tornare a scoppiare a ridere per la gestualità da ghetto di Taystee, i siparietti delle detenute sudamericane e la follia di Pensatucky. Così come non vedo l’ora di assistere di nuovo a scene di ballo alla Run DMC nella sala comune, sperando che gli aspetti drammatici del telefilm, pur sempre presenti, non prendano il sopravvento.

Alex Vause. Durante la stagione due devono essersi dimenticati che Alex era, in teoria, una delle principali protagoniste di OITNB, dal momento che l’avremo vista comparire in due puntate a dir tanto. Finalmente ritorna in carcere, così sarà di nuovo alle prese con Piper e con tutte le vicende annesse e connesse.

Ruby Rose. La new entry della stagione due fu Soso, un personaggio che non mi ha mai entusiasmato e che anzi, ho sempre ritenuto piuttosto irritante. Durante la terza stagione, come rivelatoci da tempo dall’internet, la new entry sarà Stella Carlin, nuova detenuta sexy interpretata dalla modella e DJ australiana Ruby Rose. Non è mistero che il suo ruolo sarà quello di mettere del pepe tra Alex e Piper, anche se ho il presentimento che Stella / Ruby sarà presto destinata a vincere la palma di personaggio più insopportabile della nuova serie.

Ci siamo liberati dal male supremo. O almeno, così è sembrato, nell’ultima puntata della stagione due. Vee era una cattiva talmente perfetta da non lasciare tregua, ma con lei abbiamo assistito al passaggio al lato oscuro di Taystee e a tantissime violenze. Nei telefilm ci sono sempre cattivi goffi, a cui dopo un po’ ci si affeziona, ma ci sono anche cattivi stronzi che è impossibile non odiare. Scommetto che anche voi avete esultato a questa scena.


Because-Vee-Worst-Also-Super-Rude

L’inizio della stagione tre vedrà Vee rialzarsi dall’asfalto? Io personalmente spero di no, anche perché in ogni caso avremo a che fare con gli strascichi: chiedere al volto tumefatto di Red, alla povera Crazy Eyes e all’eroina nascosta nel muro (ma bramata da Nicky) per conferma.

Quindi veniamo a Chapman. La protagonista della serie è stato il personaggio più insipido della seconda stagione. Trasferita a Chicago per cinque minuti o poco più, è poi tornata per restare comunque ai margini delle principali lotte tra fazioni interne al carcere e stare al centro dell’attenzione solo per le sue battaglie sociali e ideologiche. Per non parlare della relazione bislacca tra Larry e l’odiosa Polly, ma per fortuna nella terza stagione Larry non ci sarà; ci siamo quindi liberati di tutto ciò. Spero che con il ritorno di Alex, Piper ridiventi utile, anche se a dire il vero non è mai stata tra i miei personaggi preferiti.

I miei veri idoli sono Red, Taystee, il gruppo delle latinas e Pensatucky (in particolare quando era molto pazza) e in fondo non chiedo molto a questa serie. Mi accontento delle battute dei comprimari, un paio di complotti e il trascinarsi della storia tra Chapman e Vause.

Non ho guardato nemmeno il trailer per evitare il rischio spoiler, ma se volete, potete trovarlo qui.

Stay Tuned

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