Gli ultimi due libri che ho messo da parte senza finirli

Ciao lettori,

Ebbene sì, anche a me capita di lasciare i libri a metà (o di mollarli anche molto prima della metà) se proprio non riesco a proseguire. È una scelta che mi procura sempre molto rammarico, ma necessaria quando la lettura si trasforma in obbligo forzato e non è più un piacere.

001-david-foster-wallaceCome molti forse sospetteranno, nel 2014 il primo libro che ho lasciato dopo l’equivalente di un centinaio di pagine (il 10% della versione ebook) è stato Infinite Jest di David Foster Wallace. Forse per questo su di me pioveranno gli insulti: non ce l’ho fatta ad andare avanti, non riuscivo a seguirlo e a concentrarmi. La verità è presto detta: pensavo che DFW scrivesse in modo lineare, ma non è così. Pensare di continuare ed affrontare un tomo di mille pagine scritto alla sua maniera, mi sembrava un’impresa insormontabile. Tuttavia non voglio accantonare questo autore, ma ho un piano B: dietro suggerimento di diverse persone, lo approccerò in modo più semplice, meno azzardato, e cioè partendo da testi più brevi e quindi più amichevoli, quali Una cosa divertente che non farò mai più, La ragazza dai capelli strani, La scopa del sistema. Per Infinite Jest rimando a quest’estate. O, in alternativa, a quando sarò in pensione.

1174239 matteo renzi a torino per le elezioni primarie del centro sinistraIl secondo libro che ho lasciato a metà nel 2014 è stato Oceano Mare di Alessandro Baricco. Devo ammettere che, in precedenza, avevo letto tre libri di Baricco, e tutti e tre mi erano piaciuti, anche per come erano scritti: I Barbari, Seta e Novecento. A dire il vero ho riletto di recente anche Omero, Iliade, e non è un granché. In casa mia ci sono tutti i libri di Baricco, ma non sono miei. È per questo che nel 2013 ne ho letti molti. Ogni tanto ho bisogno di leggere libri cartacei. Libri appartenenti a qualcun altro, con dentro dediche scritte per qualcun altro. Alla fine, mi sono detta che era ora di affrontare il romanzo più celebre di Baricco, Oceano Mare. Eppure, qualcosa è andato storto fin dall’inizio. Le frasi mi sembravano troppo lambiccate per girare bene. Come se l’autore volesse fare troppo sfoggio del linguaggio, ma non capivo dove volesse andare a parare. Eppure, anche quello ad Oceano Mare non voglio sia un addio, ma casomai un arrivederci ad un momento in cui saprò apprezzarlo. E, per consolare tutti i fan di Baricco che stanno leggendo questo articolo, vi lascio con la mia citazione di Novecento preferita:

Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio se non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando, in mezzo all’Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: «A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave».

Stay Tuned

Annunci
Gli ultimi due libri che ho messo da parte senza finirli