Mese: gennaio 2014

Qualche libretto simpatico che ho letto ultimamente

Oggi vi parlerò finalmente di qualche libretto che ho letto tra novembre e dicembre.

anteprime-nativi-digitali-edizioni-L-aEEr87Alberto Lettieri, Pam, Nativi Digitali Edizioni. Ho iniziato a leggere questo libro mentre ero in piedi nel freddo a Gare du Nord, in attesa di poter fare il check in per prendere il primo Eurostar del mattino, che sarebbe partito con un’ora di ritardo. Insomma, non si trattava di un momento di per sé molto godibile.

Ho finito di leggere Pam sul treno del ritorno. Una delle prime cose che ho pensato è che lo stile mi ricordasse molto il modo in cui anche a me piaceva scrivere, durante l’adolescenza. Sentimenti estremi, tantissime citazioni di canzoni, sedicenni che diventano dee spietate ed inarrivabili, cuori che esplodono, drammi, drammi, drammi.

Ad Alberto Lettieri piacciono i Verdena e il suo romanzo d’esordio può facilmente trovare i consensi dei giovanissimi. Maturando, la sfida per lui sarà quella di riuscire a parlare anche ad un pubblico più adulto.

expo-58Jonathan Coe, Expo ’58, Feltrinelli. Sì, lo so, la copertina che ho pubblicato qui a lato non è quella di Feltrinelli ma quella di Viking. E dunque?

Dopo Pam, sempre sullo stesso treno, ho iniziato a leggere Expo ’58, di Jonathan Coe. In precedenza, di Coe, avevo letto La Casa del Sonno e Donna per Caso. Avevo completato la lettura di questi libri abbastanza in fretta, perché, anche se la trama de La Casa del Sonno non è neanche lontanamente comparabile con Donna per Caso, in entrambi i casi ero desiderosa di sapere come la storia sarebbe andata avanti. Questo non è avvenuto con Expo ’58.

Questa spy-story ambientata durante l’Expo di Bruxelles del ’58 non mi ha appassionata, un po’ perché era piena di cliché, un po’ perché a me i libri di Coe che ho letto in passato sono piaciuti anche per le loro ambientazioni british, un po’ perché i libri con una trama incentrata su un mini intrico politico/diplomatico non mi hanno mai entusiasmato.

Di fatto, normalmente avrei catalogato questo libro come carino, ma il fatto che fosse di Coe aveva fatto sì che avessi delle aspettative a riguardo, e di conseguenza sono rimasta delusa.

ItalicaEdizioni_GianlucaMorozzi_LEtaDellOro_mostraGianluca Morozzi, L’età dell’oro – La mia vita raccontata a Paz, Italica Edizioni. Ho letto questo libro per Finzioni Magazine e la mia recensione potete trovarla qui. Mi è piaciuto molto perché parla di un ragazzo che voleva scrivere e che ci ha provato in tanti modi diversi: liste di case editrici, concorsi assurdi, plichi inviati a sé stesso per salvaguardare i diritti d’autore. Tutto questo, in un periodo in cui non c’era internet (e non si tratta di un’era geologica fa) e dunque molte dinamiche erano diverse, e forse, farsi notare da esordienti era anche più difficile.

E poi, Italica Edizioni è una casa editrice cool, che si permette anche di creare una collana di libri introvabili (collana della quale, tra l’altro, il libro del Morozzi fa parte) ed ha un logo bellissimo. È stata fondata da Samuele Zamuner ed il più noto Enrico Brizzi, mio idolo di gioventù ai tempi in cui Jack Frusciante è uscito dal gruppo era tipo il mio libro preferito.

definitiva800x6001Andrea Passador e Francesco Boz (Oltreuomo), I Tipi Umani, Nativi Digitali Edizioni. Nei ritagli di tempo ho letto questo ebook che riassume gli articoli di maggior successo del blog Oltreuomo, uno dei quali, peraltro, è circolato parecchio su Facebook ultimamente (I tipi umani del calcetto).

Ce n’è per tutti: coinquilini, coppie, personaggi da liceo o che potreste incontrare sul bus, partecipanti a festival della letteratura, sagre popolari, e molto altro. In alcuni di questi tipi umani, potreste anche riconoscere voi stessi, e forse anche per questo, nella prefazione, Marco Frullanti di Nativi Digitali Edizioni invita a prendere questi ritratti nel modo giusto, e cioè con ironia.

I Tipi Umani, anche se qualche volta sfocia in un politicamente scorretto dal mio punto di vista eccessivo, regala sghignazzate abbastanza facili. E costa solo 0,99 euro.

Nel frattempo vi informo che non finirò tipo mai Infinite Jest e quindi per un bel po’ non saprò di cosa parlare.

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La Libreria à Paris

È arrivato il momento del secondo capitolo della rubrica sulle librerie interessanti, e anche questa volta ne ho scelta una situata nel IX Arrondissement a Parigi, a due passi dalla fermata della Metro Poissonnière. L’ho visitata proprio poco dopo aver visitato Libellule et Coccinelle.

Si tratta de La Libreria, libreria italiana e francese che organizza anche, spesso e volentieri, eventi e gruppi di lettura legati alla letteratura italiana. Per rimanere informati su tutte queste iniziative, una buona idea può essere quella di iscriversi alla pagina de La Libreria su Facebook.

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Se al piano di sopra, per mantenersi aperti ad ogni tipo di pubblico, si è scelto di dedicare spazio ai libri in francese e in inglese, la parte più interessante per i cosiddetti Rital, è il piano di sotto. Qui è possibile trovare un’ampia selezione di libri italiani, oltre alle riviste Internazionale e La Voce, la rivista degli italiani in Francia. Una così vasta scelta di libri scritti nella lingua in cui amo leggere è sicuramente una grande tentazione per me, tuttavia mi sono trattenuta anche perché, per ragioni abbastanza ovvie, purtropo i libri italiani sono in genere dai 2 ai 4 euro più cari del loro abituale prezzo di copertina, fatto più che comprensibile ma che purtroppo, almeno per quanto mi riguarda, incoraggia l’acquisto solo in caso di estrema urgenza e desiderio di possedere una copia cartacea del libro prescelto.

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Ciò che mi piace di posti di questo tipo, è che riescano a far sentire gli immigrati a casa in un istante. Il pensiero di avere una libreria dedicata, che organizza tante iniziative interessanti per riunire una comunità di lettori italiani, è rassicurante.

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La Libreria
89 Rue du Faubourg Poissonnière
75009
Paris

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La fame che abbiamo | Dave Eggers

Buon 2014 a tutti!

Inizio il nuovo anno parlandovi del primo (e probabilmente, anche l’ultimo) libro che volevo leggere durante queste vacanze che ho letto davvero: La fame che abbiamo di Eggers.

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Come ho scritto qui, ho letto questo libro come antipasto a The Circle, che vorrei leggere nel 2014 pur avendo già letto pareri negativi a riguardo. Che dire, l’etichetta «racconti discreti» che il precedente proprietario ha attaccato sulla prima pagina di questo libro che ho acquistato di seconda mano, dice, in fondo, la verità su una raccolta di racconti che sono passabili, ma non rappresentano niente di eccezionale.

Lo scopo di Eggers, con questa raccolta, è quella di mostrare diversi aspetti di una costante presente nell’uomo: la ricerca di esperienze che portino ad oltrepassare i propri limiti, sentirsi eccezionali, scontrarsi, a volte, con la natura, rendersi protagonisti di gesti assurdi. Per questo, tra gli altri, spiccano racconti in cui i personaggi si ritrovano a voler cavalcare le onde facendo surf, avventurarsi sulle montagne, morire attorniati da centinaia di persone. Mi ha colpito, poi, il racconto Ci sono cose che lui dovrebbe tenere per se stesso, e chi ha letto il libro o ha in mente di leggerlo capirà perché. 

Si apre con una visita alle piramidi e si chiude con il racconto in cui la voce narrante appartiene ad un cane, anziché ad un uomo. Prospettive ribaltate, ma la fame, la voglia di superarsi, resta la stessa.

Consiglierei a questo libro a chi volesse iniziare a farsi un’idea di Eggers a partire da racconti più o meno brevi, ma, pur non avendo ancora letto altre opere di questo autore, direi che non si tratta di una lettura indispensabile.

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