L’Importanza di una Lavatrice

Qualche giorno fa è comparso un mio pezzo sul blog di Alessandro Pasotti, Letterinaria. Parlava di una lavanderia automatica.

Ho deciso di parlare di questo perché:

Trovarmi a fare il bucato nella lavanderia comune del residence in cui abitavo durante il mio primo stage a Londra, fu il primo vero momento in cui mi sentii triste e sola, durante un’estate in cui tutto il resto fu magico. Chi c’era allora, si ricorderà di quel momento. (Laundry Service, 01/07/09)

Un giorno, facendo il bucato nella stessa lavanderia del residence, scelsi la lavatrice che non andava scelta (e sì che lo sapevo). Allagai il pavimento. Ma, come tutti gli altri prima di me, lasciai il danno alle mie spalle, perchè quella era terra di tutti e di nessuno.

Un giorno, sempre facendo il bucato nella stessa lavanderia del residence, tornai su per prendere il detersivo e, nella foga, mi chiusi la porta alle spalle dimenticando le chiavi sul letto. Di domenica, reception chiusa. Tornare in camera dopo quel bucato mi costò cinquanta sterline.

In una notte di agosto, vidi una lavanderia di Pimlico bruciare, nel palazzo di fronte al nostro. Rimasi a guardare il fuoco dalla finestra della mia stanza. L’odore dell’incendio entrava in camera mia attraverso il vetro.

Gli Afterhorus, il mio gruppo italiano preferito, nel 2008 hanno fatto una canzone che si intitolava Pochi Istanti nella Lavatrice.

Qualche anno prima, gli Shandon, band che al liceo seguivo molto, fecero uscire Washing Machine.

Laverie

“Tirò fuori dalla tasca la sua musica e scelse una canzone che la fece subito diventare triste. O forse, scelse proprio quella canzone perchè triste, lo era già. Continuava a fissare le macchie di colore che giravano dentro all’oblò”.

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E tutte quelle cose che finché abiti a casa con la mamma dai per scontate.

Stay Tuned

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L’Importanza di una Lavatrice