Come le Strisce che Lasciano gli Aerei | Vasco Brondi, Andrea Bruno

Dell’antico splendore della città sono rimasti solo i gatti tra le macerie.

Sono forte e non mi serve niente. Mi ripeto sempre che sono forte. Sono quasi invulnerabile e non mi manca niente.

Solo a volte tu con quei capelli rossi lunghissimi.

Fuori bruciavano i palazzi anche se c’erano venti gradi sotto zero.

Cerchiamo il posto dove succedono le cose.

brondi_14

“Ho scritto questa storia per Andrea Bruno ma senza dirglielo. […].

I personaggi sono da soli, l’unico ipotetico nucleo familiare è composto da un uomo con il cappello nel phone center che parla a una donna in webcam. […]

È soprattutto una storia sulle partenze, sull’ansia di andarsene che è la stessa in posti così lontani e in persone con percorsi così diversi. Una partenza dall’Italia, un arrivo in Italia. Come dire che a volte non c’è una destinazione chiara ma ci sono insofferenze e sogni precisi. Questioni urgenti che non si possono mettere sullo stesso piano ma che hanno comunque come risposta l’andarsene. […]

In sottofondo c’è la diversità del concetto di migrante, che dipende da dove parte e dove arriva. Se disidratato dal mare o in comode poltrone dal cielo. I migranti sono sempre stati strani eroi. Venivano considerati così in Italia fino a qualche decennio fa, sono considerati così adesso in Nordafrica e stanno ritornando ad esserlo anche qui, perché in Italia non assistiamo solo ad una fuga di cervelli ma anche ad una fuga di braccia e di gambe. […]

Mi veniva in mente anche che mia nonna davanti a un pericolo diceva sorridendo “Corajo scapem“, nel dialetto del suo paese sul lago di Garda. Era una battuta che sottintendeva che il coraggio dovrebbe servire per affrontare il pericolo e che per scappare non serve coraggio. Invece forse ci vuole coraggio anche per quello e forse non sono fughe. Per qualche giorno “Coraggio Scappiamo” è stato un titolo provvisorio ma era troppo fraintendibile e sarebbe sembrato solo riferirsi all’andarsene dall’Italia invece che all’andarsene in generale, al cercare risposte geografiche, un desiderio in parte stupendo e in parte stupido, che sembra sempre più globale e generale. Ogni giorno aumentano le partenze, gli spostamenti, forse internet, forse i voli economici, forse tutto il resto. Cose che si risolvono con la geografia. la difficoltà di localizzare la propria esistenza, il costante pensiero di andrsene, l’ipotesi continua. Le soluzioni geografiche anche per problemi esistenziali e per problemi primari. Immaginare quello che ci può essere altrove, cercare i posti in cui succedono le cose. Partire senza parole, solo con delle note musicali che escono dalla bocca, come un buon augurio”.

(Vasco Brondi
Ferrara, luglio 2012)

Oggi alla fumetteria Super Héroes, Andrea Bruno firma copie di “Comme les traits que laissent les avions“, appena edito in Francia da Rackham. Vado e gli porto il mio. In italiano.

Stay Tuned.

Annunci