I tre libri che non ho letto quest’estate

Ciao lettori e lettrici, non di questo blog, ma in senso assoluto.

Le (mie) vacanze sono finite e, come sicuramente sarà capitato anche a voi, mi trovo a constatare amaramente che neanche quest’anno sono riuscita a completare tutte le letture che avevo messo in cantiere per l’estate. Anche quest’anno, le vacanze estive avrebbero dovuto essere il momento designato alle letture più lunghe ed impegnative, ma in extremis ho ripiegato su riviste o libri più all’acqua di rose, con svariate scuse, quali ad esempio: è un libro troppo pesante (fisicamente) per portarlo in spiaggia, è un libro troppo pesante (a livello di contenuti) per portalo in spiaggia, non mi va di portare il kindle in spiaggia.

Ecco la compilation dei miei tre libri mai spiaggiati di quest’estate, ovvero quelli che si sono arenati sulla mia intenzione di leggerli e che dunque alla fine non ho nemmeno aperto.

1Q84 (III) di Murakami. Ho provato ad iniziare questo libro mentre ero sul treno del ritorno da Londra a (credo) Aprile, tuttavia non sono riuscita ad andare oltre le prime due-tre pagine, forse a causa di un improvviso rigetto anti-Murakami provocatomi dall’indigestione del 2011/2012 (Norwegian Wood, 1Q84 (I & II), Sputnik Sweetheart,  South of the Boarder, West of the Sun), forse semplicemente a causa del sonno. Così, ho rimandato all’estate ma nel frattempo, ahimé, non mi ricordo più così bene le parti I e II, cosa che sicuramente rappresenterà un problema.

I Miserabili di Victor Hugo. Dopo aver visto il film con Anne Hathaway quest’inverno, che a sua volta aveva risvegliato ricordi adolescenziali di una certa fiction con Gerard Depardieu, John Malkovich e Asia Argento, mi ero ripromessa di leggere I Miserabili quest’estate, fermamente convinta che la troverei una lettura bellissima. Tuttavia, la lunghezza mi ha scoraggiato. Che amarezza.

Underworld di De Lillo. Era la tarda primavera 2012 e nella tube c’erano mille manifesti di Cosmopolis, che volevo andare a vedere approfittando delle magiche serate del lunedì low cost al Barbican Centre, ma non prima di aver letto il libro. Tuttavia, leggerlo usando solo il tempo a disposizione sulla metro nel tragitto casa-lavoro era stato abbastanza complicato. Ho idea che Underworld richieda ancor più concentrazione e quindi alla fine, purtroppo, non me la sono sentita.

librospiaggia2

Dunque, uno in comune Silvia Pellizzari, autrice di questo post su Finzioni, dal quale ho preso spunto (io ne avevo solo tre perchè gli altri tre libri che volevo leggere quest’estate li ho letti davvero).

“Su-su-su summertime sadness” (Cit.)

Stay Tuned

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