Venti Righe (20 Lines)

Era il 10 maggio del 2012 e stavo per partire per un weekend a Parigi, senza sapere che meno di un anno dopo mi ci sarei trasferita. In quel periodo seguivo assiduamente il blog Solferino 28, del Corriere della Sera. Mi ritrovai davanti questo articolo, che parlava di una start up, a metà tra un social network e un sito letteratura, e corsi ad iscrivermi.

Mi colpì molto il fatto che i due fondatori menzionati nell’articolo avessero la mia età, un background molto simile al mio e lavorassero o avessero lavorato in posti simili a quello in cui in quel momento lavoravo io. (ero anche un po’ invidiosa, pensando “Lui ha lasciato la banca d’investimento per fare una cosa veramente bella!”).

Il numero del mio profilo utente, 212, non mente. Iscrizione precoce, forse addirittura prematura. Durante il primo anno di iscrizione, non usai mai 20 lines.

La pigrizia e l’incapacità di scrivere che sono state con me per circa un anno sono state causa di parte della mia negligenza in questo senso, tuttavia devo ammettere che il mio scetticismo verso il progetto era dovuto al fatto che avessi sempre pensato che la scrittura sia una cosa che va fatta da soli. E questo ve l’avevo già detto anche nel mio articolo sul romanzo di SIC. Tuttavia, un po’ proprio dopo aver letto “In Territorio Nemico” trovandolo un esperimento riuscito, e un po’ dopo aver trovato in diversi manuali di scrittura creativa l’invito a scrivere almeno “20 righe al giorno” per tenersi allenati, ho pensato che 20 lines potesse essere una palestra buona per me.

Inoltre, all’inizio ero molto snob. Non trovavo nessun racconto che mi piacesse da continuare, né lo stimolo a buttare i miei incipit nel calderone. Ammetto dunque che non sia stato facile imparare a scrivere su 20 lines, e talvolta facile non lo è tutt’ora, anche se si migliora andando avanti e creando “sinergie” con alcuni utenti, con i quali ora sto iniziando a scambiare anche opinioni e consigli costruttivi su come continuare i racconti in comune. Il sito ha il pregio e il difetto di permettere a tutti di scrivere tutto e, nonostante si tratti di un sito di scrittura collettiva, ogni “20 liner” ha, come ogni “artista”, un ego da soddisfare. Inoltre, tutti amano scrivere ma proprio per questo è difficile concentrarsi e leggere ciò che sia stato scritto da altri. Visto che non c’è editing da parte di “supervisori”, la coerenza stilistica e di contenuto dei racconti è basata sul buonsenso di chi scrive e anche a me è capitato di continuare perdendo dettagli inseriti nei nodi precedenti.

Il principio è quello che ogni storia sia composta da sei nodi e che da ogni nodo possano nascere infiniti nodi. Si può intervenire sulle storie durante un periodo di venti giorni dalla pubblicazione dell’incipit. Questo può essere uno schema che limita / concede troppo, a seconda delle opinioni e dei racconti, tuttavia è giusto che almeno qualche minima regola ci sia.

Lo Staff (Alessandro, Pietro, Marco e Francesco) è molto presente e vicino ai 20 liners, accetta e discute suggerimenti, promette miglioramenti per il futuro. Tra i piani, c’è anche quello dell’espansione all’estero.

Alcuni scrittori conosciuti hanno proposto i loro incipit su 20 lines, tra questi il più noto alle masse è sicuramente è Giorgio Faletti. L’incipit del collettivo Wu Ming è invece l’ultimo “fiore all’occhiello” di casa. Un ebook gratuito di racconti è stato pubblicato per festeggiare il primo compleanno di 20 lines.

Quello che sia Staff che autori si augurano è, naturalmente, che il livello delle produzioni salga (forse in numero, soprattutto in qualità) e che si arrivi a pubblicare delle buone antologie.

Il progetto è senza dubbio interessante e paragonabile a un “social network sulla scrittura” di cui io, da appassionata, un pochino sentivo la mancanza. Piano piano, sto imparando ad usare 20 lines come un pretesto per allenarmi a scrivere storie di (quasi) tutti i generi, anche quelli che naturalmente non sono proprio nelle mie corde, e a sviluppare trame. Ma devo ammettere che è anche un divertimento.

D’altra parte, 20 lines a day, genius or not.

20lines

PS: Questo è un altro articolo che parla di 20 lines, più recente, apparso sul Sole 24 Ore.

PPS: Chi a questo punto non va su 20 lines a leggere i miei contributi è brutto e cattivo.

Stay Tuned.

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