In Territorio Nemico | Scrittura Industriale Collettiva

Ciao Amici (?),

Ieri ho finito di leggere “In Territorio Nemico”, romanzo che ho acquistato mossa da curiosità verso il metodo SIC (Scrittura Industriale Collettiva),  e del quale ho clamorosamente mancato la presentazione tenutasi qui a Parigi alla libreria / caffé Marcovaldo (foto della serata recuperate qui).

Si tratta di un romanzo di recente pubblicazione, scritto a più di 200 mani attraverso il metodo di scrittura collettiva ideato da Vanni Santoni e Gregorio Magini. Parla di tre personaggi, legati fra loro (fratello, sorella e marito di lei) ma lontani nello spazio durante la narrazione,a loro modo eroi della Resistenza italiana. La casa editrice è Minimum Fax, che fa scelte editoriali intelligenti e mi è sempre stata piuttosto simpatica.

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Le premesse con cui mi accingevo a leggerlo non erano delle migliori: non sono normalmente fan di romanzi storici o di libri o film ambientati durante la guerra ed ero scettica nei confronti della Scrittura Collettiva, che mi sembrava troppo avversa al concetto di autore e alla possibilità, di dare ad un testo coerenza ed uno stile unico.

Tuttavia, la mia curiosità è stata premiata: la trama è avvincente e non si direbbe che il libro sia stato scritto da più di cento persone, partite da spunti e stili diversi.

Come tutto questo sia stato possibile, Santoni e Magini ce lo spiegano alla fine, regalandoci, nell’ ultima parte del libro, una guida al metodo SIC ed esempi della sua realizzazione. Per i curiosi, condivido qualche informazione, che potete trovare nel Manuale scaricabile anche a questo link.

Per darvi un’idea dei principi di base, il metodo SIC si basa sull’interazione tra gli Scrittori e i Compositori. Questi ultimi, in qualità di Direttori Artistici (DA), si occupano di “mettere insieme i pezzi”. Elementi cardine sono “Schede”, prodotte per diverse componenti del romanzo, ad esempio ci sono schede personaggo, relazione (tra personaggi), luogho, stesura e altre.

Siccome “tutti scrivono tutto”, in ogni Gruppo di Scrittura e per ogni componente del romanzo, ciascuno Scrittore compone una scheda, e le schede vengono poi assemblate dai Compositori, selezionando gli elementi più coerenti ed interessanti. La scheda finale viene poi ri-sottoposta al giudizio degli Scrittori che hanno contribuito a crearla, con un meccanismo di doppio feedback. Per esempio, il personaggio “Aldo” è messo insieme a partire dalle Schede “Aldo” composte una per ciascuno da un gruppo di scrittori, condensate in una scheda “ottimizzata” creata da un DA, e poi ridiscussa dallo stesso DA insieme al gruppo con il quale ha lavorato.

Il risultato, grazie alla presenza dei Compositori e dell’ editing finale fatto su tutta l’opera, ha due pregi: è coerente e allo stesso tempo raccoglie i migliori spunti creativi di tutti i partecipanti al processo.

In particolare, si è scelto il genere storico / avventuroso per il primo romanzo SIC perchè il romanzo storico, in quanto tale, nasce proprio da un’ iniziale raccolta di testimonianze. A tutti gli autori di “In Territorio Nemico” è stato chiesto, per iniziare, di condividere aneddoti relativi alla Resistenza e tramandati di generazione in generazione. Senza contare che i romanzi avventurosi sono quelli che meglio si prestano ad essere composti a partire da spunti creativi che generino episodi inaspettati. Inoltre, “La scelta del periodo ha dato origine a una importante motivazione di “Seconda generazione”: in Italia, la letteratura resistenziale – ossia una letteratura che parlasse del periodo della resistenza armata al nazifascismo – è stata a lungo al centro di un dibattito sulla possibilità che venisse scritto un libro (un romanzo) che potesse contemporaneamente descrivere la totalità di quel periodo storico e cogliere lo “spirito” dell’epoca. Il giudizio comune è che questo libro non sia mai stato scritto. […] Questo fatto è stato non di rado sentito come un “fallimento” per la letteratura italiana. […]“.

Ho parlato tanto della forma e delle modalità di composizione, perchè ammetto che il mio interesse per questo romanzo sia stato generato soprattutto da queste due componenti. Non voglio dilungarmi sulla trama perchè proviate a leggerlo e godervelo come un romanzo scritto da un autore “tradizionale”.

Dirò soltanto che ci sono scene di una veridicità che fa quasi paura, che buona parte della storia di Adele è ambientata in una zona di Milano che per cinque anni ho frequentato assiduamente (Piola, via Pacini, via Ampère, via Spinoza: per me, momento nostalgia) e che, pur non amando le storie che parlano di guerra, quest’anno di libri che hanno la guerra come sfondo ne ho comprati e letti due. Uno era questo. L’altro era il secondo romanzo di un autore la cui prima opera è diventata un best seller qualche anno fa. L’ho comprato a scatola chiusa e l’ho pagato almeno 1/3 in più di “In Territorio Nemico”.

Ma, alla fine, indovinate quale dei due ho preferito.

Stay Tuned.

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