Diamond Jubilee.

Per quanto può valere una foto a un maxischermo, per quanto può valere essere Re e Regine nel 2012. Sono Sessanta anni di Regno, il che vuol dire che tantissimo tempo fa lei c’era.

Forse anacronistico, l’ affetto degli Inglesi per la famiglia reale si è manifestato in tutte le sue più variopinte forme anche in occasione del Giubileo di Diamante di Elisabetta, così come, sorprendendomi, si era manifestato poco più di un anno fa, per il matrimonio di William e Kate. I cappelli colorati, le bandierine, gli addobbi da tifoseria da stadio che non mi sarei mai aspettata per la Royal Family prima di vedere, appunto, il Royal Wedding l’anno scorso.

Io credevo che non gliene fregasse niente.

Invece i miei colleghi giovani, venerdì si sono vestiti con i colori della Union Jack, e un altro m’ha pure detto che il Diamond Jubilee è un evento storico importantissimo perchè Elizabeth per loro è come una nonna, e un sovrano che dura per Sessant’anni probabilmente non lo vedranno mai più.

Invece erano accalcati sotto la pioggia sulle rive del Tamigi, gli Inglesi, a fare Ciao.

Quelli che venivano da fuori Londra apposta, tanto accalcati che io non sono riuscita a vedere nulla.

Ma dallo schermo ho visto l’espressione seria, di Elisabetta di bianco vestita, con l’immancabile cappello.

Ed ero contenta anche se mi faceva strano che lì sotto la pioggia ci fossi anche io.

Io, da quasi due anni una dei sudditi di Seconda, Elisabetta.

Regina d’Inghilterra, Gran Bretagna e di tutti i paesi del Commonwealth.

God save the.

Stay Tuned.

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