Inghilterra del Nord

In Inghilterra una sterlina su sei è spesa da Tesco. Le mie, è molto probabile. Tra gli inservienti di Tesco la lingua ufficiale è l’indiano, un po’ come tra i cuochi e i camerieri è l’italiano.

In Inghilterra, anche, non c’è l’estate, come purtroppo è vero perchè al Primo di Maggio avevo ancora su il cappotto che avevo su a Natale e come scrive Viola Di Grado nel primo libro non di carta che ho letto, “Settanta Acrilico, Trenta Lana”, di E/O Edizioni.

Lei dice che “A Leeds l’unica cosa che non è inverno è una band di apertura che si sgola due minuti e poi muore”, e a Londra invece ci si mette i guanti al Quindici Maggio ma ci sono ancora tante cose che non sono inverno.

Ciò che mi ha colpito di più in questo libro è il ritratto spietato dell’Inghilterra del Nord, le vie di periferia desolate, i fiori ammazzati dalla primavera inesistente, le gang di ragzzini, le così poche vie d’uscita dal mutismo e dalla tristezza.

Un’ Inghilterra in cui sembra che i giorni passino in loop e l’alcool resta l’unica consolazione.

Questa foto l’ho fatta a Manchester con la persona che mi ha consigliato il libro.

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Peraltro, i libri non di carta si possono leggere con una mano sola.

Stay Tuned.

 

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