La Fine della Carta

La mania di scrivere nella prima pagina dei libri che leggevo il mio nome e il mese in cui li avevo letti.

Jack Frusciante è Uscito dal Gruppo prestato a una decina di persone diverse nel corso degli anni, i loro nomi e i mesi in cui li avevano letti nella prima pagina, una specie di graffito disegnato da Stivo nella mezza pagina bianca all’inizio di uno dei capitoli.

La Boutique del Mistero di Buzzati restituitami con dentro foglietti con frasi lette circa un anno dopo.

Un libro di Scerbanenco col prezzo in lire che quando lo aprivi si spaccava a metà.

I libri della biblioteca, Non Ti Muovere comprato usato con le sottolineature fatte da qualcun altro.

I libri ordinati per autore. I libri ordinati per casa editrice. I libri ordinati per colore. I libri quelli brutti o quelli che mi vergogno a far vedere che possiedo, in seconda fila.

La mania di fare gli scarabocchi sui libri di scuola.

I piani per organizzare i sabati sera scritti sui margini del libro di geografia quello enorme, i disegnini e le caricature.

Una frase in prima pagina su tutti i libri dell’università, erano quasi sempre frasi degli Afterhours, o dei Placebo.

Partire per le vacanze, un quarto di valigia di libri, andare avanti e indietro da Londra, un quarto di valigia di libri.

Tutto questo non ci sarà più.

L’ultimo libro di carta che ho letto è stato Seta, di Alessandro Baricco.

“Just like the sky with no beginning or ending, I like reading a book without a last page”. (Cit.)

“E’ sempre lo stesso amore, cambia solo la forma” (Cit. n2)

Stay Tuned.

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La Fine della Carta