The Royal British Legion

Ti eri punta il dito con uno spillo, la mattina del trentuno Ottobre, per fissare sul bavero del cappotto un fiore di carta rosso. Ricordo quando l’anno prima, all’inizio di Novembre, ti eri meravigliata nel vedere spuntare sulle giacche delle persone quei fiori, e avevi dovuto chiedere cosa fossero.

Lui che di quel mondo aveva fatto parte te l’aveva spiegato: erano i papaveri del Remembrance Day, i papaveri che crescevano anche nelle zone di guerra, rossi come il sangue sparso, portati come una medaglia per ricordare, come dice lo slogan, “those who don’t return”.

E nel terzo giorno di Novembre tu, che non eri nè inglese nè militarista, ti eri ritrovata a fianco di un soldato in uniforme, con una scatola di poppies, a offrire fiori di carta per una moneta, davanti alla fermata di una St.Paul’s dove da giorni vivono accampati quelli che combattono la loro, di guerra.

E una signora più o meno anziana si era complimentata con voi dicendo che tempo fa era così raro vedere le persone vestire i poppies, mentre ora ce l’hanno in tanti, e che era bello.

In tanti, anche quelli che non c’entrano niente con l’esercito britannico e coi morti in guerra. Ma d’altra parte, di “those who don’t return”, ognuno c’ha i suoi.

In fondo ti eri anche divertita, e a chi non ci credeva avevi detto: “è  solo un modo di trasformare una ferita in un fiore”.

Che poi c’era anche una canzone dei Kasabian che si chiamava British Legion, e un’intera brigata dell’esercito britannico nei cassetti della casa dove Manuel Agnelli abitava da bambino (#).

“Scrivi ancora?” (cit.)

Novembre.

Stay Tuned.

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