Mese: agosto 2011

One Day

E poi c’era questo libro, con dentro come segnalibro un biglietto dell’Eurostar piegato in quattro.

Ed era la storia di questi due che si amavano fin dall’Università ma non si mettevano insieme mai. E la storia, di anno in anno, ti dice cosa succedeva in un giorno, sempre lo stesso giorno, all’uno e all’altra. Tra alti, bassi, altre storie d’amore che proprio d’amore non erano, e questa cosa sempre in sospeso. Non parlarsi per anni, ritrovarsi a Parigi.

E poi Londra, varie zone, varie strade.

Una storia che inizia a Edinburgo e finisce

A Edinburgo.

Una storia triste.

Stay Tuned.

Razzi arpia inferno e fiamme

Con sulla faccia un’espressione tipo quella dei Verdena nelle loro foto di quando erano più giovani, o tipo quella dei Verdena in tutte le loro foto dalla fine degli anni ’90 a oggi, più o meno. Accorgersi che piove e fa freddo e che un’altra estate è finita e un’altra estate è stata sprecata, e in vacanza si va troppo tardi, come troppo tardi tutte le altre cose.

Razzi arpia, danni miei, più che mai ai danni miei.

Più di dieci anni senza cambiare espressione nelle foto e senza mai riuscire a capire un testo, che però tutti hanno quell’aria di malinconia e di alternativi da liceo, alternativi come quelli di quando andavo al liceo io. Io che sono troppo vecchia per essere emo, la Robi dei Verdena nella foto con noi al concerto degli Afterhours al live di Trezzo, alla fine di un’estate che vorrei che fosse adesso e che era stata la mia ultima estate al mare.

E poi tutte quelle canzoni urlate come Tuuuuuu, tu mi spegni.

Ma Bergamo è troppo lontana.

Stay Tuned.

Citare Vasco Brondi

“Falliscono le compagnie aeree, le banche, le case discografiche,

E chissenefrega, come le città che ci telefonano di sera.”

Citare Vasco Brondi a caso dopo la settimana in cui erano andati giù come i soldatini, e le mie cuffie verdi non le portavo da almeno un bel po’.

Menomale che settimana scorsa quando ero arrivata a Parigi c’era lui ad aspettarmi  alla Gare Du Nord e avevo pensato finalmente quando arrivo in un posto, ad aspettarmi c’è qualcuno. Poi avevamo camminato sulla Senna dicendo alla fine, mentre eravamo al liceo, chi l’averebbe detto che nel 2010/2011 tu saresti venuto a trovarmi a Londra e io sarei venuta a trovarti a Parigi?

Chi l’avrebbe detto.

Stay Tuned.

Londra Brucia

Era nella polizia di Victoria Station e nei supermercati chiusi, nei titoli della BBC che scorrevano in basso alla tele che avevo comprato perchè “faceva casa”. Era nel camion dei pompieri che ho visto correre nella via che incrocia la mia, nelle sirene che sento suonare mentre è sceso il buio. Era in tutte queste cose, la sensazione di guerriglia urbana che prendeva forma gonfiata dalle news e dall’ “andate a casa presto dall’ufficio che là fuori è un brutto mondo”, che sento che alle volte il peso del mondo influenza la mia vita, almeno un poco, mentre il peso mio e del mio pensiero non influenza il mondo, neanche un po’.

Croydon bruciava sulla home di Internazionale stamattina, Croydon che ci son passata in treno andando ad Hastings il weekend scorso, Hastings e quel suo mare inglese triste e desolato, con un castello che in realtà un castello non è, ma sono rovine. Croydon che la prima volta che ci sono andata faceva freddo e io e Toby eravamo andati a mangiare al centro commerciale e poi, al ritorno, scrivevo mail con il Blackberry in treno ed ero corsa a teatro a vedere Grease.

Croydon che la seconda volta che ci sono andata, in treno poi stavo leggendo un libro di Fabio Volo e c’era il pezzo dove lui diceva che nella vita di una persona c’è un Undici Settembre, che è il giorno che cambia tutte le cose, e quel giorno nel suo libro era il giorno in cui era morto un suo amico. Leggere libri di Fabio Volo e vergognarsene un po’, ma sempre libri in italiano sono, almeno.

Di macchine devastate e vetrine di negozi sfondati, di tutto il mondo che guarda che nella città dove tra un anno ci saranno le Olimpiadi, bande di ragazzini mettono tutto a ferro e fuoco comunicando sui Blackberry Messenger, e tutto si viene a sapere prima dai social network, mentre la riot map di cui ci passavamo il link in ufficio si popola di piccoli vulcani a Birmingham, Bristol, Manchester, e tantissimi vulcani a Londra, ovviamente, anche.

La Crisi. Quella che tre anni fa li aveva fatti uscire tutti dagli uffici con gli scatoloni in mano per andarsene a casa. Delle Borse che scivolano e del rating degli Stati Uniti e del fatto che per me la cosa più importante questa sera era arrivare a casa, che adesso ho due asciugamani azzurri. Che uno era verdino scolorito e l’altro era bianco immacolato, e dopo l’ho lavato insieme all’accappatoio blu ed è diventato azzurro e quindi, di bianco immacolato non ho più niente.

A parte la Stanza, forse.

Stay Tuned.