La Guida di Milano

La tipa tailandese le si era avvicinata all’aperitivo, nella torre altissima, azzurra e lucente. E le aveva detto: “Mi hanno detto che tu sei di Milano”.

Yes.

“Io vado a Milano tra cinque giorni”.

Lucky you.

“Perchè tra tre giorni c’è la mia laurea, quindi torno prima da New York, perchè volevo esserci alla mia laurea. E dopo parto coi miei genitori come vacanza per festeggiare, e siccome vorrei che fosse la vacanza perfetta, potresti dirmi un po’ di posti da andare a vedere a Milano?”

“Certo. Non ci posso credere che vai a Milano tra cinque giorni. Io chissà quando ci torno. Voglio venire con te. Wanna go home.”

“Ah, ma quindi tu hai davvero fatto l’uni là?

(“Ffffffffff, pensa che ho studiato in Inghilterra”).

“Certo”. E nella sua mente si materializzava il badge azzurro chiaro dove c’era la stessa fototessera che c’era sul suo passaporto, timbrato tre giorni prima a New York City.

Era andata più o meno così. E poi, un giorno, nel mezzo di tutte quelle presentazioni, tra tutte quelle persone ben vestite e ben pettinate, e con il cartellino sulla camicia, la tipa tailandese le aveva messo in mano una guida di Milano in inglese, dicendole di segnare le cose di Milano da vedere assolutamente.

“Is it worth to go to Lake Como?”

“I’ve never been, (“Non mi piacciono i laghi, mi mettono ansia”), but yes, you should go.”

La tipa tailandese le aveva messo in mano una guida di Milano. E lei, durante l’ennesima presentazione, nascondendola dietro il blocco degli appunti, l’aveva aperta.

Ed aveva sentito quella cosa, e sì, le era venuto da piangere.
Ma si era trattenuta, perchè non c’entrava niente, e non poteva.

Aveva fatto delle croci in alto alle pagine delle cose da vedere assolutamente. E poi aveva visto, su alcune pagine, delle cose di Milano che neanche lei sapeva.

Non ci si interessa mai troppo delle cose che tanto sono lì.

E comunque, alla fine, al ritorno a Londra, aveva scoperto che la tipa tailandese era stata derubata sulla metro a Milano. Quindi, pensando a Milano, tendenzialmente si sarebbe ricordata di quello.

Mentre lei, pensando a New York, si sarebbe ricordata anche del giorno in cui le avevano messo in mano una guida di Milano.

E le era venuto da piangere.

E tra chi nomina il tuo nome invano,
Ci sono anch’io,
Milano Milano…

Milanoanthology.

Stay Tuned

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La Guida di Milano