Questa faccenda qua dei treni

Alla fine, la cosa più bella dell’ andare in Bovisa è questa faccenda qua dei treni. Per il resto, dopo la curiosità e l’ entusiasmo inziale, mi sono resa conto che la Bovisa non sarà mai casa mia. Sono tra “Quelli che vogliono tornare in Leonardo”, per lo più per motivi affettivi, perchè solo da poco mi sono resa conto che è lì che ho conosciuto i miei amici, lì che sono successe le cose che non mi dimenticherò, lì che ci sono le mie cose. In Bovisa non sarà mai così, probabilmente anche perchè io non lo voglio.

Però, prendere il treno è fico. Intanto, perchè una metro è una metro, un treno è un treno. Poi, perchè mi sono sempre piaciute le voci delle stazioni (e degli aeroporti… mi ricordo ancora l’ultima chiamata per il nostro volo per Rio..), e quelle delle stazioni vere sono per l’ appunto molto più belle di quelle delle metro, anche se alla voce della metro verde, io rispondevo sempre. Poi, mi piacciono i tabelloni con le lettere che girano, quelli che dicono per dov’è il treno dopo. Metaforicamente sto guardando il tabellone per vedere cosa esce scritto fuori dopo Londra. E poi.. per i treni si corre. Settimana scorsa è successa una cosa troppo bella, ho corso per un treno ascoltando una canzone, come in un video musicale. Nel video, poi, lei corre. E’ stato fico.

Alla fine, perchè uno dovrebbe andare a fare jogging quando c’è Porta Garibaldi? Il mio record è 35 minuti Bovisa-Casa in coincidenze perfette e “camminata da milanese in ritardo”.

You’re hot then you’re cold, you’re yes then you’re no… la canzone era quella lì. Un po’ come me in questo inizio primavera, bipolare e con sbalzi d’ umore.

E stanotte ci mangiamo un’ ora.. Nonostante il tempo di questo primo weekend non sembri molto promettente.

Enjoy, comunque.

Stay Tuned

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Questa faccenda qua dei treni