Mese: febbraio 2009

Dream On

Stanotte ho fatto un sogno strano. Piuttosto lungo, c’erano varie persone, ma stranamente ho trovato una motivazione per tutte le persone che sono comparse nel sogno. In particolare, mi ricordo che c’erano un mio compagno delle medie che si laurea martedì in ingegneria elettronica e una mia compagna del liceo di cui non ero particolarmente amica.

Poi comunque finiva che c’era una frase scritta sul soffitto della mia stanza.

E poi, mi son svegliata.

Alle volte non sono così strani i sogni.

Stay Tuned

Oasis Live @ Milano DatchForum

Andai al Datchforum con poca voglia e con poca convinzione, motivate dalla neve caduta abbondante ieri mattina, dal sonno, dalla mancanza di preparazione soprattutto per quanto riguardava le canzoni dell’ ultimo Cd della band britannica: Dig Out Your Soul.

Doverosa premessa: il mio rapporto con i fratelli Gallagher e i loro soci non è mai stato molto stretto. Infatti, un po’ come tutti, conoscevo le hits storiche e avevo ascoltato piuttosto bene forse al ginnasio il loro album più noto, (What’s the story?) Morning Glory, ma avevo ritenuto inutili (e pare sia un parere piuttosto comune) gli album successivi, le cui canzoni mi parevano scarti sbiaditi dell’ album menzionato sopra. Ultimamente, ascoltandoli in vista del concerto, ho rivalutato molto Standing on the Shoulders of Giants, del quale mi piacciono molto Where did it all go wrong? e Sunday Morning Call, che ovviamente e purtroppo non mi aspettavo di sentire ieri sera. Comunque, posso tranquillamente dire che non associavo a nessuna canzone degli Oasis nessun particolare ricordo, e mi trovavo quindi in una condizione di pressochè totale indifferenza affettiva nei loro confronti, fatto salvo per Champagne Supernova che credo di aver anche riportato sulla Stanza nell’ ormai lontanissimo e sperduto nei tempi Marzo 2006.

In tutto ciò, mi recavo agli Oasis con poche aspettative, ma per fortuna l’ ingente somma spesa per il biglietto comprato in extremis non si rivelava sprecata, perchè il concerto mi è piaciuto. Inoltre, il settore C non numerato si rivelava più generoso del previsto per quanto riguardava la visuale e la vicinanza al palco.

Detto tutto questo, parliamo di musica. Dopo il gruppo di supporto, chiamato Twisted Wheel, che secondo me scopiazzava vagamente gli Arctic Monkeys, gli Oasis iniziavano in perfetto orario, con un Liam Gallagher che mi sembrava più vecchio di come l’ immaginavo, con la loro vecchia hit Rock ‘n Roll Star, dal primo album, e procedevano spediti con Lyla di Don’t believe the Truth e The Shock of the Lightening, primo singolo di Dig Out Your Soul, secondo la scaletta stra-precisa fornita in anticipo, in un misto tra preveggenza e ricerche su internet di scalette di concerti di questo tour, da una delle socie che mi hanno accompagnato in questa avventura (quella che degli Oasis è fanatica).

Proseguivano poi, alternandosi al microfono (quando cantava Noel, Liam se ne andava dal palco), con un sapiente mix tra le canzoni del nuovo Cd e i vecchi successi, laddove, a mio parere, le prime sfiguravano enormemente rispetto alle seconde.  Tra i vecchi successi spiccavano: The Masterplan (una delle mie preferite), Wonderwall, Slide Away e Don’t Look Back in Anger, dedicata a Ricardo Kakà dal tifoso del Manchester City Noel, e lasciata cantare quasi totalmente al pubblico.

Bis e conclusione: Champagne Supernova e I Am the Walrus.

In tutto ciò: mi sono divertita e ora avrò dei ricordi legati agli Oasis. Penso che probabilmente l’ essere invecchiati li abbia resi un po’ più consapevoli del loro ruolo sul palco, non confermando la fama di fratelli ubriachi e litigiosi poco rispettosi del loro pubblico, anche se Noel si è dimostrato molto più affettuoso dello strafottente Liam.

La gente li ha ripagati con affetto, anche se contenuto rispetto ad altri concerti che ho visto: forse molti (tra cui me…) sono arrivati ieri sera più per la “fama” del gruppo che per una reale passione nei loro confronti, che si è mostrata solo nella rissa, a cui ho assistito dall’ alto, per accaparrarsi un sonaglio lanciato da Liam tra i fanatici delle prime file.

Da “I Miei Concerti, Anno 2009″, il primo capitolo si chiude con un bell’ otto più agli Oasis e alla serata in generale. Un buon inizio pregustando il concerto dei Franz di fine marzo, e per il resto who knows.

Vi lascio con le lyrics di una canzone che con mio grande dispiacere non hanno fatto:

And in your head do you feel
What you’re not supposed to feel
You take what you want
But you won’t get it for free
You need more time
Cos your thoughts and words won’t last forever more
And i’m not sure if it’ll ever, ever, ever work out right
Will it ever, ever, ever work out right?
Cos it never, never, never works out right…..

Era Sunday Morning Call.

E non nevica più.

Stay Tuned…….