Mese: maggio 2008

Heima

L’ anno scorso, di rientro dal tour mondiale per la promozione dell’ album Takk, i Sigur Ròs decisero di fare un tour in Islanda. Fecero così una quindicina di concerti, tra cui il più grande concerto islandese della band, tenutosi a Reykjavik in occasione del loro ritorno in patria. Tutto ciò fu documentato da un video, che divenne il DVD intitolato Heima, – which means both “at home” and “homeland” – uscito il 5 di novembre e da me visto circa un mese fa.

Devo dire la verità, Heima mi ha lasciata senza fiato. Non so se mi abbiano colpito di più la musica dei Sigur Ròs in generale e l’ atmosfera che riesce a creare, i paesaggi islandesi, o l’ unione di queste due cose insieme, senza contare l’ aria incredibilmente fiabesca dei membri del gruppo e degli islandesi in generale. Nelle interviste, Jonsi e co. sembrano tutt’ altro che delle star, anche se in realtà non è che non siano famosi (pubblicità ricevuta sulla Stanza a parte, eh…), e il pubblico sembra sempre stupito, perchè, come dicono loro stessi, non si capacitano di come possa succedere qualcosa (nella fattispecie, lo svolgimento di un concerto) nei loro paesini.

Anche se non vi piacciono i Sigur Ròs, o non li ascoltereste mai per evitare il pericolo di tagliarvi le vene, questo DVD merita, è davvero curioso. Specialmente se, come me, siete sempre stati incuriositi dai paesi scandinavi e dal freddo in generale. Non ci sono tutto il tempo loro che suonano su un palco: ci sono intensissime riprese dell’ environment, compresa la strana storia di un uomo che raccoglie pietre tra le rocce vulcaniche e le usa per creare strumenti musicali, tipo un particolarissimo xilofono che poi i Sigur Ròs suonano. Ci sono molte cose particolari e assurde, è molto emozionate.

Qui trovate un po’ di info su Heima. C’è anche un bellisimo photoblog.

In attesa del concerto de 13 luglio (il mio compleannooooo!! Non potevo non andare!) all’ Arena Civica di Milano, vi lascio con un po’ di chicche che ho letto su Wikipedia:

– I Sigur Ròs nacquero il 4 Dicembre 1994, la formazione attuale è composta da Jón “Jónsi” Þór Birgisson (cantante, chitarra elettrica, sintetizzatore), Georg Hólm (basso, xilofono), Kjartan Sveinsson (pianoforte, tastiere, chitarra, flauto) e a Orri Páll Dýrason (batteria). Il loro nome significa “Rosa della Vittoria” ed è il nome della sorellina di Jonsi, nata proprio quel giorno.
– Il cantante Jònsi è gay e cieco da un occhio.
– Per suonare la chitarra Jónsi utilizza un archetto di violoncello, tale abitudine è nata quando un giorno, Àgúst (l’ex-batterista) ne ricevette uno per il suo compleanno e Georg provò a usarlo per il suo basso, ma il suono era pessimo, e allora Jónsi lo provò sulla sua chitarra, il che diede risultati migliori. Da quel momento Jónsi usa l’archetto in ogni concerto.
– I testi sono principalmente in islandese ma Jónsi fa uso del cosiddetto “hopelandic” (in islandese vonlenska, dal nome dell’album), un linguaggio inventato che il cantante è solito utilizzare poiché considera la voce come uno strumento musicale, esente da messaggi. Solo Ágætis Byrjun e Takk… sono cantati interamente in islandese.
– Parte della traccia audio di Starálfur è palindroma: rimane esattamente invariata se ascoltata al contrario. L’introduzione dell’album è una parte della traccia omonima, Àgætis Byrjun, ma al contrario. Avalon è una parte di Starálfur, ma rallentata.
– La prima canzone registrata per l’album Àgætis Byrjun è stata la canzone omonima, che all’inizio non aveva un titolo. Dopo aver ultimato la stesura della canzone, la band la eseguì per gli amici presenti, i quali l’apprezzarono molto e dichiararono che era “un buon inizio”, e così l’album e la canzone presero questo nome.
Viðrar vel til Loftárása (da Àgætis Byrjun) significa “bel tempo per bombardamenti aerei”. Una volta, nella TV islandese, durante la guerra del Kosovo, un meteorologo disse ironicamente: “í dag viðrar vel til loftárása” (oggi c’è un bel tempo per bombardamenti).I Sigur Rós diedero il nome alla canzone da questo avvenimento. Il video di Viðrar vel til Loftárása – che è quello che vi ho postato io, uno dei miei preferiti – era originalmente previsto per Starálfur.
– I produttori del David Letterman Show offrirono al gruppo 3 minuti per suonare nel 2001, ma i Sigur Rós rifiutarono poiché il tempo non era sufficiente per una canzone, allora gliene offrirono 4, un tempo ancora troppo esiguo per lo stile della band, la cui durata media di una canzone è attorno ai 7-8 minuti.
– I Sigur Rós confezionarono e incollarono in proprio le scatole delle prime stampe di Àgætis Byrjun, con il risultato che molti dei CD furono inutilizzabili per la colla colata su di essi.
-Tutti gli schizzi sulla copertina di Àgætis Byrjun furono fatti con una penna a sfera Bic.

Spero di aver fatto aumentare la vostra curiosità

In attesa del concerto io ho scoperto tutti i titoli delle tracce dell’ album ( ), che sono normalmente chiamate Untitled One, Untitled Two…. ecc, e dunque so che Untitled Four o The Nothing Song (dalla soundtrack di Vanilla Sky) che di vero nome si chiama… Njónsavélin! Alle volte vago per casa cantandola (tanto non è islandese è quella roba là che sa solo lui, quindi tipo le parole son facili) e non vi dico come mi guarda mia mamma.

Stay Tuned