Caro Babbo Natale – Cronache dell’ insonnia (X)

Caro Babbo Natale,

è sabato sera e piove, e tra un mese esatto sarà la notte della Vigilia e dunque, sarà la notte in cui arriverai tu.

Come quando ero piccola, ti farò la lista delle cose che vorrei (ho imparato che dire voglio sta male), e hai un mese di tempo per poterci pensar su. Un mese, o meglio quattro settimane a Natale, come in Love Actually, film che ho visto quattro anni fa, che inizia con le scene in aeroporto, e finisce con le scene in aeroporto. Tutto gira, ma di questo ne abbiamo già parlato.

Vorrei avere la facoltà di poter dire quello che penso veramente su un sacco di cose. Questo, senza dovermi preoccupare delle conseguenze e di ciò che avverrà poi, come se fosse l’ ultimo giorno prima dell’ Apocalisse.

Vorrei sapere perchè un giorno sono euforica e il giorno dopo mi sento a terra. Anche se in fondo, mi piace stare su quest’ altalena.

Vorrei poter dormire nelle ore in cui dovrei dormire. Perchè l’ andarsene dell’ insonnia sarebbe anche l’ andarsene di tante altre cose.

Vorrei capire che cos’ è che mi manca e che di tanto in tanto mi fa diventare così, e perchè continuo a dire con rammarico che “non sarà più come prima”. Perchè so che è vero: la vita in università non è più come prima e forse quello che dicevo due anni fa è già diventato vero, non ci sono più le grandi uscite del sabato sera, i pullman di Monza come li conoscevamo noi non esistono più (ora la mia Circolare si chiama 202…), forse neanche le canzoni sono più belle uguali, e neanche la StanzaBianca è più bella uguale (oltre che, com’ è evidente, più bianca uguale), perchè parla spesso delle canzoni che c’erano in un prima che veniva ancora prima. Ma questo prima, alla fine, vorrei sapere che cos’è. Perchè è troppo facile mitizzare i tempi andati, dietro il disegno di un ricordo che si specchia nello specchio deformato di una mente che razionalizzando sa che, in fondo, non è detto in maniera assoluta che il prima sia stato migliore. Forse, non era migliore il prima in sè, e le persone com’ erano in quel prima. Forse, anzi oserei dire probabilmente, ero solo più ingenua io.

Vorrei sapere cos’è stato a portarci via l’ entusiasmo, e a far diventare sempre tristi i nostri discorsi la notte in macchina sotto la pioggia. E perchè ci raccontiamo solo storie di fallimenti e di separazioni, e perchè quando iniziamo a dire “ti ricordi?” iniziamo a parlare di persone che erano con noi e se ne sono andate, e in fondo a volte non capiamo neanche perchè. E più ne parliamo male, più è perchè in fondo ci mancano, e ci chiediamo se anche loro, ogni tanto, pensano a noi, e si ricordano di noi allo stesso modo. Cioè, guardando le foto e dicendo “si, era bello”, ma pensando che forse, se un giorno tutto era destinato a finire, voleva dire che in realtà già allora non era così bello come ora ci può sembrare. O forse ancora, egoisticamente, non ci mancano le persone che c’erano in determinati momenti, ma ci manca il modo in cui, in quel momento, noi ci sentivamo verso di loro e verso il mondo in generale. Ma noi cresciamo e il mondo cambia, e due foto e una canzone possono solo farci diventare più tristi, mentre si fa largo in noi la consapevolezza che non si può più tornare indietro. E mentre, guardando quelle foto con più attenzione, mi accorgo che in fondo, neanche in quelle sorridevo.
Vorrei che tu potessi esaudire tutto questo, Babbo Natale, ma so che non potrai, e non ci saranno possibilità, chiarimenti, e risposte, per me, per un semplice motivo: chiedere a te è come chiedere a qualcosa che non esiste. Perchè c’è stato un giorno in cui io, come tutti i bambini, ho dovuto arrendermi alla certezza che tu non esistevi. E, permettimi il paragone, il risveglio di allora è molto paragonabile al risveglio avvenuto negli ultimi anni, che prende forma in una parola, il nome di quella compagna ormai fissa nella mia tempia destra, che spegne i miei desideri come io spengo i mozziconi di Camel: disillusione.

Ma c’è una cosa, Caro Babbo Natale inesistente, che non vorrei mai sapere, e te lo dico mentre scocca la mezzanotte tra il 24 e il 25 novembre, cioè un mese prima che scocchi il tuo Natale: non vorrei mai sapere cosa succede dopo. Perchè è vero, gli anni in cui ha iniziato a inseguirmi e a trattenermi la disillusione sono stati anni di sorprese. Alcune sono state brutte, è vero. Ma altre sono state belle. E dunque forse, se nel carosello della vita la mia parte idealista e sognatrice sta morendo, se il senso non è più cercare di raggiungere degli obiettivi perchè so già che rincorrendoli è comunque probabile che non li colga, almeno posso sempre restare seduta davanti alla finestra a vedere quello che succederà poi.

Ed è forse per questo che è molto meglio che tu non possa portarmi tutte le altre cose che ti ho chiesto.
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E’ semplice ma
ma non dire che
la vita ti prende
soltanto alle spalle…
Ti ha preso in un giorno che ti senti inutile
Coriandoli a Natale
(Subsonica – Coriandoli a Natale)

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Buone quattro settimane a Natale a tutti.

E buona domenica da LaStanzaBianca.Net.

E il settimo giorno, Dio creò la “rubrica depressive”. Che mi prendo in giro da sola, così risparmiate tempo e non dovete farlo voi.

Stay Tuned

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Caro Babbo Natale – Cronache dell’ insonnia (X)

Sigur Ròs

Fa troppo freddo. E tornare a congelare fuori dal Tridente e in macchina di Ste la notte, mi fa pensare.

Ma mi asterrò dal comunicarvi i miei pensieri per indirizzarvi invece sulla mio ultimo amore musicale: i Sigur Ròs.

Incomprensibili, geniali. Islandesi. E già questo spiega molte cose, perchè se uno vive in un paese così bianco, innevato, isolato e privo di senso, non può non produrre una musica di questo tipo. Atmosferica, triste e coinvolgente. Nonchè, non capita e liquidata con disattenzione dai più.

Ultimo cd: Hvarf/Heim, un doppio album appena uscito.

Il loro video Vidrar Vel Til Loftarasa è uno dei video più belli che abbia mai visto. Lo posto perchè sono sicura che moltissimi non saranno d’ accordo.

Sono colonna sonora ufficiale del mio sweet november, anche se in certi momenti non credo che ascoltare i Sigur Ròs tutto il tempo sia una buona idea.

Ognuno libero di pensarla come vuole e probabilmente la sensibilità di molti finisce prima della mia, ma secondo me valgono la pena.

Buona domenica.

Stay Tuned

Sigur Ròs