Il giocattolo perfetto (II) – Cronache dell’ Insonnia (VIII.C)

Ve la ricordate?

Ebbene, alla fine la bambina si arrese: aveva riparato un po’ di crepe con la colla, ma il suo giocattolo non sarebbe mai più tornato come prima. Ne aveva trovati degli altri, ci aveva giocato per un po’, ma non era la stessa cosa: il suo giocattolo perfetto, infatti, aveva la forma delle sue stesse mani, le era più familiare. Con i giocattoli nuovi non sarebbe mai stato uguale.

In fondo, anche con le crepe, quello era ancora il suo giocattolo preferito. Allora, prese dei pennelli e i colori, e cercò di sistemare le crepe, in modo che quasi non si vedessero. E infatti, quasi non si vedevano.

In futuro, cercò di giocarci con più delicatezza, perchè sapeva che il suo giocattolo perfetto era fragile, ma aveva ormai la certezza che non sarebbe riuscita a sostituirlo adeguatamente con un altro giocattolo. La sera, prima di andare a letto, lo riponeva con cura nella scatola dei giocattoli, poi chiudeva la scatola e spegneva la luce, tentando di dormire.

Una sera, però, sicura che tanto non sarebbe riuscita ad addormentarsi, rimase per un po’ seduta, davanti alla scatola dei giocattoli. Si guardò le gambe e vide una cicatrice. Sembrava che le si stesse scucendo la pelle. Poi guardò le mani, dei segni di sporco. Le bruciavano anche gli occhi.

E fu allora che pensò: mioddio, mi sento come una bambola che si sta rompendo. Sto andando in decadenza, presto mi si staccheranno le gambe, le mie macchie diventeranno così ataviche che non potrò mai più tornare pulita, e forse mi cadranno anche gli occhi.

“Sto diventando un giocattolo vecchio anch’io”.

Pensò questo.

Poi, tornò a letto, dopo qualche ora prese sonno.

E la mattina dopo le sembrò che fosse stato tutto un brutto sogno.

————

Visto che dopo Toy Story hanno fatto Toy Story 2, mi pareva più che legittimo fare il seguito del giocattolo perfetto, circa un anno dopo la parte uno.

E così fu.

Un anno fa nevicava e ciò mi rendeva particolarmente ispirata, Monza era città per la Pace e tutto era bello.

Viva l’ Ipod, inossidabile compagno di ogni giornata.

Stay Tuned

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Il giocattolo perfetto (II) – Cronache dell’ Insonnia (VIII.C)

Occhiali da sole – Cronache dell’ Insonnia (VIII.B)

C’è chi si mette degli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero…

(Franco Battiato, “Bandiera Bianca”)

“Guarda i miei occhiali da sole nuovi, sono belli i miei occhiali da sole nuovi. Non sono belli i miei occhiali da sole nuovi? Sono scuri, di una marca trendy, sono bellissimi i miei occhiali da sole nuovi!!”
“Mmmm…”
“Come mi stanno bene i miei occhiali da sole nuovi, oltre che sono bellissimi, i miei occhiali da sole nuovi mi stanno troppo bene! Non trovi che sto troppo bene con i miei occhiali da sole nuovi?”
“Si, ti stanno bene.”
“La cosa troppo figa con i miei occhiali da sole nuovi, è che sono così scuri che nessuno mi vede gli occhi, quindi io posso guardare senza essere guardato, non traspare niente dai miei occhiali da sole nuovi. Oh, come sono belli i miei occhiali da sole nuovi, e non è una cosa troppo figa che nessuno mi vede dietro i miei occhiali da sole nuovi?”
“Sì, è una cosa figa. Ma ora fa buio presto. Se tieni su gli occhiali da sole, è vero che gli altri non vedranno te, ma neanche tu vedrai quello che c’è intorno a te.”

“…”

“…”

“Bè, però sono belli i miei occhiali da sole nuovi. Non sono belli i miei occhiali da sole nuovi? Sono scuri, di una marca trendy. Sono bellissimi i miei occhiali da sole nuovi!!”
“Potresti toglierteli per un attimo quando parli con me, però…”

“…”

“…”

“Non credo che lo farò. Non voglio toglierli neanche per un momento. Sono così belli, i miei occhiali da sole nuovi, e mi stanno troppo bene. Non sono belli i miei occhiali da sole nuovi?”
“Hai ragione, non importa, tienili su. Sono così belli i tuoi occhiali da sole nuovi…”

Stay Tuned

Occhiali da sole – Cronache dell’ Insonnia (VIII.B)

Quattro Settimane a Natale – Cronache dell’ Insonnia (VIII.A)

Quattro Settimane a Natale, oggi.

Quattro Settimane a Natale è l’ inizio del film Love Actually, che gioca su una serie di storie d’ amore intrecciate tra diversi personaggi.

Citai il film Love Actually in un articolo destinato a passare alla storia per il suo titolo.

Circa tre anni fa andavo a vedere Love Actually in amena compagnia.

Oggi davo ad altrettanto amena compagnia plichi di fogli recanti il titolo di cui sopra.

“Fatemi scendere.”

“Ma non puoi, dal momento che il giostraio sei tu.”

Buone Quattro Settimane, soprattutto a una persona,

Stay Tuned

Quattro Settimane a Natale – Cronache dell’ Insonnia (VIII.A)

Vuoti a Rendere

A volte, abbiamo voglia di bere. Non c’è uno specifico motivo, o forse sì: non pensare.

Il giorno dopo, vuoti a rendere.

La morale di questa storia è che solo quando bussi sul recipiente ti accorgi se è vuoto o no.

Nessun’ altra spiegazione, lo capite anche da soli se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno.

Mi sorprendo di me, ho detto un sacco di cose in poco più di venti parole.

Labor limae, che brava.

Stay Tuned

Vuoti a Rendere

Sleeping With Ghosts

I fantasmi sono individui invisibili con faccende in sospeso, come abbiamo imparato da un celebre film per bambini, Casper. é la questione del sospeso che rende i fantasmi tali.

In fondo, ognuno ha i suoi, chiusi nelle famose scatole. Che assumono dunque la forma di lampade, dalle quali, sfregando, può uscire il fantasma come un genio, pronto a materializzarsi in fotografie, oggetti e canzoni.

E nonostante l’ inconsistenza la loro presenza si sente.

Nonostante tutto, sembra che a volte non vogliamo disfarcene. Perchè finchè c’è il sospeso, i fantasmi stanno lì, e quindi, nei vuoti di certezze, in fondo ci piace sapere che c’ è qualcosa che resterà sempre dove l’ avevamo lasciata. I fantasmi possono rapirci e ci spaventano, ma certe volte loro volteggiarci intorno ci pare bello. Di un bello scritto in corsivo come quello di quando ho detto che la dottoressa dell’ ospedale ha guardato la mia ferita appena ricucita e mi ha detto che era bella.

Riflessione scaturita da varie cose, coincidenze, discorsi, incontri di questi giorni. L’ ultima, la Giada che non fa in tempo a scrivere sul suo sito il nome del nostro prof di ginnastica delle medie e mia mamma che incontra lui e l’ ex preside che ovviamente rimembra affascinato il periodo d’ oro della Bellani e del corso musicale che non sarà più come era stato in quegli anni in cui c’eravamo noi. Ricordandomi così che c’è anche il fantasma di ciò che ero io.

The sea’ s evaporating
Though it comes as no surprise
These clouds we’re seeing
They’ re explosions in the sky
It seems it’ s written
But we can’t read between the lines
Hush, it’ s ok
Dry your eye

Soulmate dry your eye
‘Cause soulmate neved die.

(Placebo – Sleeping With Ghosts)

Stay Tuned

Sleeping With Ghosts

The Happy Ending of the Saint Gerard Story

Lui dice: “Sentirai tirare adesso, un po’.”
Io dico: “Non fa niente.”

Poi, io dico “Io mi ricordo di te, sai.”

Ivan, io mi ricordo che lui si chiamava Ivan. E che quando ero stata lì una settimana, pensavo che fosse l’ infermiere più simpatico, l’ avevo anche scritto sul mio blog di allora, al ritorno. Avevo chiesto a lui perchè volevo vedere la Juventus, ma non era riuscito a portarmi il televisorino.

“Ero in ortopedia, due anni fa, con due gambe ingessate.”
Lui dice: “Mi hanno messo qui, adesso, non lavoro più in reparto.”
Io penso: “Si chiama job rotation, Ivan.”

La dottoressa dice: “Ha finito, con noi. Non la vedremo più al S.Gerardo.”
Io penso: “Speriamo.”
Dice che la mia ferita è bella.
Se lo dice lei.

Mi rimetto la scarpa e me ne vado.
“Ciao Ivan, ciao”.

So this is the end, stasera brindisi obbligato.

Stay Tuned

The Happy Ending of the Saint Gerard Story

Too Late

Oggi mi reco al S.Gerardo a togliere i punti, residui dell’ operazione del 2 c.m.

Questo è l’ ultimo atto della pratica iniziata l’ 8 aprile 2005 con l’ incidente di cui ben sapete.

In questa stessa settimana vengo informata che in Corso Milano a Monza, ove ebbe luogo l’ increscioso fatto di cui sopra, sono ora state dipinte le strisce pedonali.

La morale di questa storia è che a volte alle cose che possono evitare disastri ci si pensa troppo tardi.

E che… Vabè, fa niente.

Stay Tuned

Too Late