Diari, Blog e Balle

Questa giornata verrà da me ricordata per un fatto che apparirà inutile ai più, ma non a me e a colui che sarà l’ unico a capire la prima parte di questo articolo. O mioddio, nel giorno che chiude il mese delle rose, delle magliette a maniche corte e dei compleanni di mezzo mondo and so on (eravamo noi che lo dicevamo ed era lì che lo scrivevamo, sì!), si è compiuto lo storico ritrovamento. E te l’ avevo detto che il tesoro era rimasto a te, perchè oggetti di tal fatta, in casa mia, o sono tutti insieme laddove io so, o altrimenti non ci sono. Comunque, sono troppo felice!!! Si è recuperato un reperto storico, se la storia inizia dove si inizia a scrivere, e quindi, si è ritrovato un pezzo di storia! Non vedo l’ ora di rileggerla!
Si parla di diari e ricordi scritti, persone che leggono diari di altre persone, ma a cui non è concesso libero accesso a tutte le pagine, persone che non ti aspetti che abbiano un diario e invece ce l’ hanno, persone che dicono che vorrebbero iniziare a farne uno ma forse non lo faranno mai, persone che scrivono adesso la storia della loro vita com’ era prima e finiscono inevitabilmente per filtrarla con giudizi dei loro stessi più maturi sui loro stessi più giovani, persone che la loro vita l’ hanno scritta durante e rileggendo imparano un sacco di cose su com’ erano e si accorgono di essere cresciuti.
Boh, nella tesina delle superiori devo aver scritto qualcosa tipo che per Zeno scrivere è sintomo di malattia e che lui scrive per curarsi. Non lo so se divento Zeno perchè se scrivo sono malata o se se continuo a scrivere mi ammalo di più o se comunque poi alla fine sarò Zeno solo perchè non riesco a smettere di fumare con la scusa che ci son gli esami. Non penso che chi scrive sia malato, è sempre strano ma allo stesso tempo affascinante vedere quello che uno scrive sul proprio diario, rileggendo tempo dopo. Scorrono i ricordi e si tracciano ritratti immaginifici delle nostre vite, poi magari si inizia con il circolo dei ma e dei molto più pericolosi se (come sarebbe andata se, come sarebbe adesso la mia vita se…), e questo è un rischio, però, veder passare le nuvole e le stelle del passato la sera e svegliarsi il giorno dopo per vivere il presente è una vertigine concessa a pochi.

Ed è sublime in quanto è insieme stupendo e terrificante. Stupendo perchè ti permettere di conoscere te stesso molto a fondo, anche se veramente al culmine non ci arriverai mai. Ma conoscere se stessi fino in fondo può anche far paura, e rendere quindi il tutto terrificante, senza contare il fatto che sì, è stupendo pensare ai bei ricordi e leggere di piccoli dettagli che magari avevamo perso, ma è terrificante accorgersi che il tempo passa, e anche troppo in fretta.

E comunque, il diario si scrive a mano. Non con i caratteri asettici e la formattazione automatica, nell’ isterico tic-tac di una tastiera. Perchè la vostra calligrafia e l’ andamento delle righe vi parlerà del vostro stato d’ animo nel momento in cui stavate scrivendo, quando andrete a rileggere. E perchè non ci saranno copia/incolla e tanti possibili duplicati di quel che scriverete. Ci sarà una, sola, preziosissima copia della vostra storia, l’ unica in grado di essere chiamata the original. Questo farà sentire un po’ più unici, soli, preziosissimi e the original anche voi.

E poi, non si chiudono i diari con la chiave. Niente lucchetto a serrare le copertine. Uno, perchè se perdete la chiave non leggete e non scrivete più niente neanche voi. A quel punto la cosa che vi preoccuperà di più nella vita sarà di perdere la chiave del vostro diario. E invece no, la cosa che vi dovrebbe preoccupare di più dovrebbe essere quella di perdere il diario! Due, perchè volete mettere il brivido di sapere che chiunque, se trovasse il diario, potrebbe leggerlo? E, essendo unanimemente accertato che la gente è curiosa, volete mettere il brivido di coloro che vorrebbero leggere il diario e che sanno che, se lo trovano, niente si frapporrà tra loro e la lettura delle famose pagine?

E poi, anche se capitasse l’ occasione, non si dovrebbe leggere il diario di un altro. Perchè non c’è niente di più spaventoso di una persona quando è sincera. E non mi riferisco al classico “vediamo se ha scritto qualcosa di cattivo su di me”. Perchè non ho tre anni, ma quasi sette per tre, ahimè. Mi riferisco a come dalla lettura di un diario possa svelarsi un ego diverso da quello che vi eravate immaginati e che la sorpresa potrebbe essere devastante. Non penso solo al fatto che potreste dire “quello sembra un buono e invece se leggi il suo diario è un brutto cattivo”, perchè non sono così banale. Penso che potrebbe essere terribilmente sorprendente scoprire che una persona che ci appare forte in realtà è debole, che una che ci appare integra, in realtà ha mille dubbi, che una che ci appare furba, in realtà è ingenua e via discorrendo. Questo perchè le persone sono fondamentalmente inclassificabili e imprevedibili.
Se il diario è il culmine della verità, il culmine della menzogna può essere il blog. è tutto straordinariamente opposto al discorso che ho fatto prima. Niente calligrafia ma tono asettico da tastiera isterica, discorsi filtrati sapendo chi legge e chi no, e tante righe tra cui si legge “a buon intenditor, poche parole”.

Un giorno qualcuno mi disse che ci sono due tipi di blog, quello tutto nero con disegni gotici e post depressivi, che anche se quel giorno il blogghista era andato al mare cantando Supercafone eccolo qua, vi deve per forza tediare scrivendo che la vita è un lento sciorinare delle ore verso il giorno del suicidio con lamette argentee e fiumi di sangue scarlatto, e quello allegro pseudotrendy con resoconti di vita yè-yè anche se in realtà il blogghista era rimasto tutto il giorno a casa con il mal di testa a mangiare schifezze e guardare Maria de Filippi. Queste sono le due più ampie categorizzazioni. Una costruisce la perenne tristezza, l’ altra la perenne allegria.
Chi scrive anche per sè, difficilmente sul blog lascerà veramente trasparire qualcosa della propria vita, se non a sprazzi o in perifrasi comprensibili solo a pochi eletti. (I miei pochi eletti fanno cenno di sì col capo con aria grave, perchè loro sanno che io faccio così). Chi ha buonsenso, non si rivolge con nomi e cognomi dicendo dal blog cose che andrebbero dette in privato a una persona, nonostante il Grande Fratello abbia portato in auge l’ esibizione a oltranza del piagnisteo o della tresca amorosa, o che so io.

E chi sa scrivere usa il blog solo per fare sfoggio delle propria capacità di saper mettere le parole nel giusto ordine, con le figure retoriche imparate a scuola e con gli artifici letterari imparati leggendo. Nonchè, per compiacersi nel vedere quanto sono bbbbelli i suoi amici e per far sì che loro possano scaricare le foto quando si fanno serate et grigliate et feste trendy.

Ci si può far affascinare da una persona leggendo il suo blog, ci si può infatuare della sua superficie, poi la si conosce di persona, si rilevano le differenze e si impara ad apprezzarla per quello che è e per come si comporta con noi, per quello che i suoi occhi, e non lo schermo di un pc, ci dicono. La prova del diario a mano è la più dura, ed è meglio non arrivarci. Siamo troppo poco abituati alla verità per non rischiare di restare sconvolti, dal momento che possiamo restare sconvolti anche da un diario che abbiamo scritto noi stessi.

Un giorno io dissi a qualcuno che noi siamo i ritratti di Dorian Gray dei nostri blog. Loro restano belli anche quando diventiamo brutti noi.

Stay Tuned

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