Mimose et Similia

Oggi otto marzo, festa della donna. Avrei voluto ignorare cotale ricorrenza come di proposito feci con S. Valentino, tuttavia, avendo ricevuto persino degli auguri (anche da GG, che mi dice sempre che sono un uomo!) non mi è possibile ignorare la mimosiana ricorrenza. La festa delle donne non incontra il mio favore principalmente per un motivo: non è giusto pensare che le donne possano essere festeggiate solo in un giorno. Che cos’ è, solo l’ otto marzo gli uomini devono lavare i piatti al posto delle donne, perchè è festa? Questo solo per fare un esempio… La festa delle donne è una festa d’ altri tempi, una festa di quando le donne non avevano possibilità di studiare, lavorare, ottenere posizioni di prestigio. “Bei tempi…” diranno i più maschilisti fra voi. Male, molto male! Se anche i cervelli del le donne fossero stati istruiti e messi a disposizione del mondo, quanto più in fretta sarebbe progredita l’ umanità?
Non proseguo per non annoiarvi e per non generare le solite polemiche da asilo “noi siamo migliori di voi”, ecc. E anche perchè non sono una super femminista suffraggetta che fa il trenino per casa dicendo “voto alle donne” come la mamma di “Mary Poppins”. Cosa che peraltro ben sapete, se avete letto su questo blog il mio articolo elogio dei giovin fanciulli. (X).
Comunque, come ricorrenza, la festa dell’ otto marzo mi sembra un po’ passata. E una cosa che non farei mai è la classica uscita di sole donne: sono sicura che stasera ristoranti e locali pseudo trendy saranno affollati di abbondanti compagnie al femminile. E so anche che – che vergogna… – alcune andranno a vedere i California Dream Man o cose tristi e oscene di questo tipo. Che orrore. è una cosa che io non farei mai.
Anche perchè alla fine, diciamoci la verità… di che cosa possono parlare quattro-cinque ragazze che escono insieme una sera dicendo “serata per sole donne?”. Voi direste: mestruazioni, trucco e ceretta. No. Secondo me di maschi. Quindi, voglio dire, che senso ha uscire senza ragazzi per poi parlarne all time long?

Tuttavia, ringrazio tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri e che mi vogliono bene anche gli altri giorni e non solo l’ otto marzo. Sono contenta di essere una donna, per un sacco di motivi. Mi diverte essere una donna al Politecnico, dove le donne sono poche, e i motivi di ciò penso di averli già spiegati in precedenza.

Oggi, non di proposito per festeggiare, mi sono dedicata a un hobby che – dicono – è tipicamente femminile (in realtà però anche alcuni maschi ne sono affetti) e cioè lo shopping. Sono sorpresa di me stessa: alla fine ho fatto la spesa. Ho guidato nelle strade della Brianza tipo Autoroute 66 e avevo il sole in faccia. Sta veramente arrivando la primavera. Non mi ricordo più neanche quanto è bella, perche le ultime tre primavere sono state abbastanza uno schifo: nel 2003 e 2004 per colpa mia, nel 2005 perchè ho fatto l’ incidente e non potevo uscire.

Stavolta speriamo che sia una bella primavera.

Acoltate “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia. Le ragazze diranno “Eh sì, essere donna è proprio così.” I maschi diranno: “Bah, le donne sono tutte matte”.

Stay Tuned.

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