Il Grande Freddo

Settimana scorsa ho finalmente visto questo film, molto anni ‘80, che parla di una compagnia di amici che si ritrova molti anni dopo la fine dell’ università. Causa della “reunion”, il suicidio di uno di loro. Cast stellare, con un Kevin Kline a mio parere più o meno identico al Manuel Agnelli di Quello che non c’è, e lo sfigato del gruppo identico al mio prof di analisi (stessi occhiali, ragazzi…).
Come la sua brutta copia italiana, Compagni di scuola di Carlo Verdone (anche qui cast stellare… tutto il peggio del cinema italiano: DeSica Junior, Athina Cenci…) la reunion suona patetica e segnata da amari sorrisi.

Io sono nostalgica e lo sapete, segretamente adoro queste cose. Adoro andare in posti dove rischio d’ incontrare persone che non vedo da anni. E mi spiace che la mia classe non abbia più fatto incontri dopo la maturità. Non aveva senso perchè ci odiavamo, è vero. E poi in occasioni del genere un po’ ti deprimi, ti senti vecchio perchè il tempo passa. Però è interessante vedere come una persona sia cambiata, come all’ inizio di eventi di questo tipo tutti facciano in modo da presentare solo la faccia più sfavillante di sè, quella che prende tutti 30 e che conosce mille amici nuovi… e verso la fine dell’ incontro vengano invece fuori le macchie. Ci si ritrova amici come una volta, si pensa che nessuno ci è mai stato vicino così a lungo, si trova il coraggio per ammettere che qualcosa nella nostra vita è fallito. Mal comune mezzo gaudio. Forse.

Boh. Anche se dico che adoro queste cose, per fortuna per ora niente grandi revival e grandi freddi in vista. Sebbene il male sia comune e il gaudio mezzo, non pensare al male e al tempo che è passato rende il gaudio solitario ma totale.

Stay Tuned.

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