Boys & Girls

* Questa riflessione l’ ho elaborata vedendo i miei compagni di univerisità giocare a Dodgeball in aula martedì scorso e l’ ho portata a termine vedendoli giocare a calcio in aula questo martedì, nonchè vedendone tornare in classe altri dopo quattro sbagliati alle due del pomeriggio *

Io vivo circondata dagli uomini. Questo, non certo perchè la mia vita sentimentale sia incredibilmente variegata, ma perchè al Politecnico il rapporto è di 60/1 per i maschi. La maggior parte dei miei amici più stretti sono sempre stati ragazzi. L’ amicizia che ho avuto con loro, nonostante ciò che si dice, è stata anche più forte e duratura di quella che ho avuto con delle ragazze. E non ha attraversato momenti di tensione e aspri litigi. Se ci sono stati dei problemi, sono stati risolti in modi più consapevoli e maturi.
I ragazzi sono più semplici. E probabilmente sono anche più buoni di noi. Sotterfugi, invidie, maldicenze. Loro non conoscono queste cose come le conosciamo noi. E come, nessuna immune, ne siamo artefici. I ragazzi non hanno quei mezzi litigi e mezzi intrighi che combiniamo noi. Se ci dev’ essere uno scontro, è uno scontro diretto, molto più schietto.
Dopo aver visto la mia classe a maggioranza femminile finire dilaniata dagli intrighi di palazzo, non immaginate quanto adori stare in mezzo ai maschi.

Ma, questa è la cosa che ho pensato mentre li guardavo giocare in classe, la cosa che adoro di più dei maschi è la loro capacità di tornare bambini. Ci piacciono se sembrano uomini, ma gli vogliamo bene per come tornano bambini. Per come nei loro sguardi e nei loro sorrisi vedi la gioia dei bambini che sono stati. Per come sanno far ridere, per le loro reazioni quando si arrabbiano e sfogano l’ ira o mettono il broncio. E magari forse qualche volta quando vanno a casa piangono. Ma davanti agli altri no, perchè sono maschi.
Mi fa uno strano effetto pensare che un maschio possa piangere. Tu sei forte, tu puoi uscire di notte da solo senza avere paura, tu sei un ragazzo quindi mi puoi proteggere, tu un giorno sarai un papà, e i papà non piangono. Tu non puoi crollare, sei più forte di me. Però tu sei un essere umano… quindi puoi piangere anche tu…

Sono contenta di essere una donna e della mia psicologia complessa da donna (i maschi dicono che siamo tutte matte e che non si riesce a capirci… probabilmente hanno ragione…) ed è strano essere una mosca bianca tra mille ragazzi al Politecnico. Però è anche interessante. Anche se nessun discorso sarà mai così esauriente da poter descrivere in modo completo e veritiero i due universi complementari (ragazzi e ragazze, donne e uomini) in cui è spaccata l’ umanità.

Comunque, adoro i miei compagni di università e mi piace vederli giocare in aula con le palline fatte con le pagine di Metro!

Stay Tuned

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