Il Giocattolo Perfetto – Cronache dell’Insonnia (II)

C’ era una volta una bambina. Quando era molto piccola, le venne regalato un giocattolo. Questo giocattolo andava montato, e la bambina perse molto del suo tempo a montare il suo giocattolo. Quando diventò un po’ più grandicella e capì come doveva fare, finì finalmente di mettere a punto il giocattolo. E se ne affezionò moltissimo.
Era la prima cosa nella quale aveva messo impegno ed entusiasmo. Portava il suo giocattolo dovunque. E si vantava sempre di possederlo. Anche se cresceva e tutti le dicevano che non era più ora di trascinarselo sempre in giro, la bambina, anche se ormai dovrei parlare di una ragazzina, andava troppo fiera del suo gioco. Si fermava spesso a guardare le foto della sua infanzia. In tutte queste foto, aveva sempre stretto in mano il suo giocattolo.
Tutti le dicevano “Il tuo vecchio giocattolo si sta usurando. Presto si romperà. Oltretutto, ora che sei grande non è più adatto a te”.
Ma quello restava sempre il suo giocattolo preferito, per l’ impegno che ci aveva messo a costruirlo,e perchè era quello che aveva da più tempo. Era il suo giocattolo perfetto.
Il tempo passava e il giocattolo si stava rompendo. Ma con accorgimenti certosini, lei cercava sempre di riaggiustarlo. Sistemava gli ingranaggi e li oliava se non giravano più insieme. Un giorno trovò un nuovo ingranaggio fico che poteva aiutare il suo giocattolo a funzionare meglio, e ce lo montò sopra.
Un giorno l’ uomo nero prese questo giocattolo e lo tirò forte contro un muro. Come quando Draco Malfoy tira la ricordella di Neville Paciock. Il giocattolo si crepò e si spaccò a metà.
Inutile dire che la bambina ci restò molto male.

Si chiuse in camera sua in modo da non far vedere quanto stava male.
Qui prese la colla.
E cercò il modo di rimettere insieme ancora tutto.

Capolinea: tutti i passeggeri sono pregati di scendere dal treno.
NB: nella frase precedente sostituite la parola danno alla parola
linea
.

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