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Visto che il mio vecchio blog è andato perso, ho aperto questa sezione per rispolverare vecchi articoli e cose che meritano di restare vive. Questo è l’ articolo che avevo pubblicato il giorno del mio compleanno.

Ho 20 anni, due genitori stupendi, nessun fratello ma tanti amici, alcuni dei quali li ho conosciuti quando avevo la metà degli anni che ho ora. Li altri li ho conosciuti al Politecnico, e anche se li conosco da tanti mesi quanti sono gli anni da cui conosco gli altri, voglio tanto bbbene anche a loro. Ho una zia che ora è in vacanza e, anche se non me lo sarei aspettata, ora che non c’è mi manca, e ho altri zii sparsi che però è come se non avessi, due cugine, una grande e una piccola, che non vedo mai, e una nonna sola che cucina bene, e gli altri nonni non ce li ho più, e quando li penso mi viene un nodo alla gola, sarebbe stato bello se mi avessero vista compiere 20 anni.
Ho 20 anni, e mi piace scrivere, ho un diploma di liceo classico preso con 100 che però non vale niente, e un fantasma nei colonnati dello Zucchi di Monza. Da grande farò l’ ingegnere informatico e stamattina ho avuto un esame di analisi 2 e il Politecnico quando c’è la luce giusta sembra proprio un bel posto.
Ho 20 anni, un I Pod con dentro 2526 canzoni e un biglietto del concerto dei Placebo del 26 ottobre 2003 a Milano appeso in camera. Ho un pianoforte che prende la polvere e il Chiaro di Luna di Beethoven a memoria nelle dita dallo spettacolo di Chiuhy di terza media.
Ho 20 anni, due pezzi di ferro nella gamba sinistra, cinque buchi nelle orecchie e un tatuaggio con dietro una storia e sotto una cicatrice da sette punti.
Ho 20 anni, una memoria precisa e fotografica, e l’ossessione a ricordare date e particolari avvenimenti. Dunque, ho 20 anni e tanti ricordi, e se si comincia a tirarli fuori in certe sere nostalgiche, posso andare avanti fino al mattino.
Ho 20 anni e avevo una tartaruga che poi è morta, ho avuto dei pesci rossi poi gettati in una fontana al parco, un cavallo che poi è impazzito e non si può certo dire che ami gli animali.
Ho 20 anni e ho scritto due libri, uno più stupido quando ero piccola, e uno più bello quando ero malata, che però ho lasciato a metà, e tutti e due non li riesco più a leggere. Sono arrivata seconda ad un concorso inutile e ora che ho 20 anni forse è ora di smetterla con questo sogno adolescenziale di scrivere.
Ho 20 anni e un brutto rapporto con l’amore, mi sono innamorata (o forse ho solo creduto di) tre volte, tre volte con esiti disastrosi, forse quattro, forse cinque, ma non sono sicura e comunque vada ora che ho 20 anni starò più attenta. Non ho mai odiato davvero, sono sicuramente stata odiata, ho ucciso e sono stata uccisa solo due volte da due persone diverse che ora sono state completamente rimosse dalla mia vita, e da queste due storie ho imparato tante cose, e adesso che ho 20 anni cose del genere non succederanno mai più.
Ho 20 anni, una volta sono tornata a casa alle 5 del mattino e nevicava, una volta mi sono addormentata per terra ad una festa, una volta ho vomitato perché avevo fumato troppo, in gita ho fatto la gara della vodka alla goccia e ho vinto, ma avevo le vertigini e la vodka è finita nel water dell’ hotel la mattina dopo. Quando ho preso la patente sono andata fuori da scuola quando la mia classe usciva e ho riccompagnato a casa i miei amici.
Ho 20 anni e ho perso la fede, anche se a volte è bello pensare che ci sia una sorta di spirito naturale, un qualcosa che ci unisce tutti, più grande di noi, che alla fine cosa siamo? Puntini che vogliono fare della loro vita qualcosa di grande pur essendo infinitamente piccoli..
Ho 20 anni, sempre pochi soldi nel cellulare, un computer costantemente acceso, e da troppo tempo non riesco a leggere un libro per intero. Conosco tante persone e tante storie, e il mio articolo sull’ ultimo numero del giornale della scuola era lungo cinque pagine, forse sei forse di più, e alcuni quando l’hanno letto hanno pianto.
Ho 20 anni e non è più tempo di piangere se non passo gli esami, non è più tempo di fare il personaggio decadente da romanzo, non è più tempo di scrivere diari e letterine, non è più tempo di gruppi gruppetti e gruppettini di amici da telefilm americano, non è più tempo di lasciar trapelare i fatti miei al solo scopo di generare scalpore e sensazionalismo, non è più tempo di bruschi scatti nel mio modo di intendere la vita e di gesti avventati, non è più il tempo di fregarmene del fatto che dovrei impegnarmi un po’ di più per la mia famiglia.
Ho 20 anni e non è più tempo di gelosie, di litigate, di frecciate e di folli idee. Ho 20 anni e a volte ho paura che non sia più tempo neanche di grandi amicizie, che il tempo cambi le cose e che le cose cambino le persone, ma per fortuna ci sono cose e persone che nonostante il tempo, ancora non sono cambiate.
Ho 20 anni e ho visto mezzo mondo, ma di mezzo mondo non mi ricordo niente perché ero troppo piccola quando l’ho visto.
Ho 20 anni e penso di essere diventata grande non per il tempo che effettivamente è passato, ma per le cose attraverso le quali sono passata.
Ho 20 anni, l’ adolescenza è matematicamente finita, però ci sono ancora tante cose da fare, progetti da realizzare e a cui dedicarmi, posti da vedere, persone da conoscere e amici con cui condividere o a cui raccontare tutto quello che ancora succederà.
Ho 20 anni e ci sono ancora tante pagine vuote.

Oggi le mie mani sembrano d’avorio, è l’ inizio di una nuova era anche per me.
Oggi è mattino e mi ha afferrato lucido.
Se fossimo noi ad esser sbagliati? Se fossimo noi pazzi e malati? Hai il coraggio o no?
Cose semplici e banali per riconciliarmi con gli anni sprecati e dentro ci sei tu.
Grazie a tutti, per davvero, siamo alla fine, e ho perso l’ inizio, ma ho un senso in più.

(Afterhours, “Cose semplici e banali”)
Stay Tuned.

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