Mio Stupido Nemico

Lo odio, mi fa perdere un sacco di tempo. Eppure, se non fosse per lui non sentirei più un sacco di persone, non ne avrei conosciute molte altre, non avrei avuto occasione di parlare sinceramente con altre ancora.
È il locus amoenus dove le persone si mettono costantemente Non al computer fin da quando accedono. Ed è così impossibile che la gente non capisca che la maggior parte delle volte, quando sono su Non al Computer ci sono. Dove se blocchi una persona e non vuoi che questa lo sappia, ti devi mettere d’ accordo con tutti gli altri contatti comuni o bloccare tutti gli altri contatti comuni. Sono entrambe strategie distruttive.
Dove è necessario disattivare i suoni, pena esaurimento nervoso, specialmente dopo l’ introduzione di questi nuovi trilli.
Dove dimmi che avatar hai e ti dirò chi sei, e grazie a dio questi nuovi Meego Dinamici non hanno avuto affatto successo. Non li usa nessuno.
Dove ognuno si sente un po’ protagonista del Grande Fratello comunicando al mondo notizie sulla propria vita attraverso un nick che vedono tutti gli altri, facendo sapere che canzone sta ascoltando, e un domani, forse, come pronosticai quando uscì il “turn on what I’ m listening to“, piazzando una webcam perennemente accesa sulla postazione del proprio pc, visibile ai propri contatti. Assurdità colossale? Visti i tempi che corrono, forse neanche troppo.
Un mondo dove il modo più facile per essere contattato da chiunque è mettere un nick del tipo “sono incazzato, non mi parlate2. È matematicamente assicurato che entro cinque secondi dal vostro ingresso almeno il 70% dei vostri contatti vi contatterà per chiedervi che cosa vi è successo.
Dove gli esosi hanno due contatti e, con l’ opzione poligamy (esiste la patch, cercatela…) li aprono insieme dallo stesso pc. Riescono così a fare una cosa molto utile: parlare con se stessi attraverso i propri due contatti e passarsi le faccine da quello principale a quello neonato. Avere tante emoticons è segno di fighezza messengeristica. Le emoticons sono le migliori amiche del chattatore: il chattatore assiduo fatica ad avere dialoghi reali con le persone, perché ha problemi a trovare le parole. La presenza di uno schermo tra lui e il suo interlocutore e la possibilità di ricorrere a delle faccine colorate, gli rendono più semplice la comunicazione con la gente. E dunque più faccine hai, più figo sei.
Le frasi dette in fretta terminano solitamente con ù, perché la ù è vicina al tasto invio, e la si prende dentro quando si mandano i messaggi. Le battute non si capiscono al primo colpo. Non si capisce se uno è incazzato. Non si capisce se uno è serio. Insomma, fondamentalmente, non si capisce quasi un cazzo. “Difficoltà inappianabili finchè si useranno tecnologie di messaggistica testuali”, disse un giorno un amico mio in vena di osservazioni colte.
Se ti mandano un link e tu per sbaglio lo clicchi, ti fa sparire la pagina web che stavi leggendo con attenzione. (O, cosa che capitava spesso a me, la pagina dove stavi scrivendo un articolo nuovo sul blog, che chiudendosi si porta via tutte le parole che avevi già messo giù).
Chiaramente, se hai lasciato tutto il giorno acceso perché qualcuno ti stava passando un file, sicuramente cadrà la linea poco prima che la colonnina sia diventata del tutto verde. E siccome non si può ripartire da dove eravamo rimasti, bisogna rifare il transfer tutto da capo.
Se hai duecento finestre aperte e sbagli finestra quando scrivi, puoi fare gaffes imperdonabili. Se vai in un’ altra stanza e lasci il computer ai genitori con le finestre aperte e qualcuno ti scrive, quel qualcuno può fare gaffes altrettanto imperdonabili.
Le parole hanno un colore e un font. Si cerca di averlo il più diverso possibile da quello usato dai nostri contatti, altrimenti sarà dura capire che cosa sto dicendo io e che cosa stai dicendo tu.
Un mondo variegato e colorato, insomma. Un mondo in cui è facile perdersi, ma soprattutto perdere tempo. È un po’ come andare giù in piazzetta e vedere se c’è qualche amico con cui scambiare quattro chiacchiere. Di negativo ha che le persone le devi conoscere dal vivo, per capirle veramente. Di positivo ha che se tu sei in Erasmus dall’ altra parte del mondo, puoi scendere nella stessa piazzetta del tuo amico che è un pantofolaio e abita ancora a Monza. Due fusi orari diversi, una sola finestra di MSN.
Dà dipendenza, senza dubbio. E non sempre lo amo. Per questo MSN è il Mio Stupido Nemico. Tuttavia lo ammetto: MSN è parte della mia vita. E così è per molte persone che conosco. O meglio, che conosco bene anche perché ho avuto occasione di entrare in contatto con loro avendo il loro contatto.
Ho una novantina di contatti. Al centesimo in regalo l’ orsacchiotto.

Stay Tuned.

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Mio Stupido Nemico