L’Umanità Imprevedibile – Cronache dell’Insonnia (I)

Ieri era una giornata come le altre, in cui non avevo voglia di alzarmi presto per andare a segnali. Appena arrivata in aula, ho aperto la prima pagina di Metro che leggo, e cioè l’ ultima. L’ ultima perché c’è il cruciverba, e dato che è un fattore intrinseco del mio personaggio finire per prima il cruciverba di Metro a scuola, non posso rinunciarvi. Accanto al cruciverba c’è l’oroscopo. Io non credo agli oroscopi e quelli di Metro, poi, sono un incredibile miscuglio di frasi giorno dopo giorno sempre uguali, un po’ come le definizioni del di Metro cruciverba.
L’ oroscopo mio di ieri diceva così: Grandi Sorprese, serata interessante.
E quando l’ho letto ho pensato bah. Lo dice a tutti, tutti i giorni. Oggi non ha nessun motivo per essere una giornata diversa dalle altre.

Quando sono tornata a casa, verso le sette ho scritto in fretta e furia il mio articolo sul blog, talmente in fretta che questo è anche l’ unico in cui abbia fatto errori di battitura. Ho scritto di getto cose, parole sull’ armadio della vita, sulle scatole, sul Politecnico e sullo Zucchi. Ho scritto che il mio articolo sul giornale dello Zucchi dopo due anni non sapeva più di rabbia, dopo sono andata ad aiutare Giuliana in latino.

Nel frattempo diverse persone hanno letto, e l’ articolo è piaciuto, parecchio. Ho avuto un messaggio che mi diceva cose belle e che mi diceva anche C’è posta per te.

Ancora non sapevo che mentre io scrivevo, qualcuno stava scrivendo a me. E così, aprendo la posta per trovare la mail della prima persona, ho trovato la mail della seconda, dell’ unica scatola che non ho riposto nell’ armadio della vita ma che ho buttato, senza rimpianti.

A ingegneria informatica la prima cosa che ci hanno insegnato è che i pc sono macchine stupide: tu dai loro una precisa istruzione e loro fanno quello che vuoi. Puoi sempre prevedere quello che faranno. Le persone non sono così, sono straordinariamente imprevedibili. Se fai click col destro e poi cancelli, coi computer il file se ne va, con un rumore simile a una pioggerellina. Se formatti, sull’ hard disk non ci sarà più niente di tuo, di quello che avevi lasciato. Con le persone, dopo stasera, la serata interessante, come diceva l’ oroscopo di metro, posso affermare con certezza ancor maggiore che può capitare di tutto. La memoria umana, scatole o no, non è mai del tutto ereaseble.
Stare al pc troppe ore mi toglie il sonno, ma ci sono anche altre cose capaci di togliermi il sonno. Come due mail, una attesa e una no, che il mio Thunderbird ha sparato fuori a pochi secondi di distanza l’ una dall’ altra dopo il mio primo articolo melodrammatico ma spesso pubblicato sul blog nuovo.
Ieri dicevo Anche questa è finita e Grazie. Ora sento con il repeat una playlist dell’Ipod con su solo Special Needs dei Placebo e Foto di Gruppo di Bassi Maestro e penso che oggi nevicava, e che quando nevica tutto sembra più bello e poetico.
E una volta di più penso che il destino è strano.

Complimenti a chi mi ha scritto, both of you.

Comunque, continuo a preferire gli umani ai computer.

Stay Tuned.

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