Mese: ottobre 2005

La Tartaruga Albina

Nei giorni scorsi una famiglia di turisti tedeschi ha trovato una tartaruga albina lungo la spiaggia della Caccia, a Valledoria in Sardegna. L’ hanno chiamata Tobias. Questo rarissimo esemplare di “Marginata Albinas” è stato poi consegnato al centro di recupero faunistico di Bonassai.

Ho scoperto che c’è un sito che si chiama testudoalbino, in cui un tipo racconta di come si generano queste particolarissime tartarughe che hanno il carapace bianco, così come il resto del corpo, e gli occhietti, alla nascita, rossi. Naturalmente, per loro è più difficile sopravvivere, ma a quanto pare in Sardegna il colore chiaro non è un grande svantaggio per il mimetismo, dato che vi è una flora particolare (piante secche) e ci sono pochi predatori. Tutte queste cose le ho lette sul sito che vi ho detto, sono troppo tecniche e “veterinaristiche” per la mia ridotta preparazione in materia.

Sta di fatto che l’ albinismo è una mutazione, in qualche modo può comparire in tutte le specie. Ricordo che in Thailandia vidi un coccodrillo albino. Completamente bianco. Naturalmente, questo comporta una diversità rispetto agli altri della specie, e delle difficoltà di sopravvivenza che derivano, appunto, da una congenita debolezza rispetto ai “confratelli”.
Una creatura albina è mainfestamente diversa dalle altre. Nella nostra società omologante, la diversità è sicuramente uno svantaggio, a volte viene additata come una colpa, e causa problemi nella vita, per quanto riguarda i rapporti sociali. Tuttavia, se il diverso è un mostro, solitamente nell’ immaginario collettivo al diverso si attribuisce il colore nero. Il nero è simbolo di oscurità, nell’ oscurità l’ uomo non vede, quindi ciò che è oscuro e sconosciuto fa paura. Nel caso dell’ albinismo, il mostro è bianco. Il bianco, nell’ immaginario collettivo, è il colore della purezza, dà l’ idea di qualcosa di pulito. Siamo restii a comprarci cappotti, guanti e scarpe bianche perchè temiamo che si sporchino subito. Sono bianchi i grembiulini dei bambini dell’ asilo, sono bianchi i vestiti delle spose. Ciò che è bianco è luminoso, candido, immacolato e incredibilmente puro. Il diverso bianco non è un diverso che fa paura, è un diverso fragile. E a suo modo affascina.
Però sempre un diverso è.

Stay Tuned

Nuova Grammatica Finlandese

Welcome Back. Se eravate stati tuned ai tempi di Bogo sapete bene che il più grande vizio della sottoscritta è una dilagante grafomania. E se eravate ahivoi abituati a leggere il mio blog (che brutta parola, sembra il rumore di una cosa che va di traverso), sarete certo rimasti delusi (o forse, sollevati) dalla mia prolungata assenza dal mondo mediatico. La causa, le bizze di quelli di dotgeek. E la mia negligenza. Trascorrevo i giorni aspettando che loro rimettessero in piedi il server. Questa attesa da deserto dei Tartari non ha ancora portato compimento. Tra le altre cose, i cari amici di dotgeek hanno perso probabilmente i database. E io, certo, merito una nota di biasimo per non aver backuppato prima di andare in vacanza. Ma quando sei lì con le valigie pronte ad aspettare solo che escano i voti di analisi per poi fiondarti al mare, queste cose succedono.
Breve riassunto del resto: sono in prova su un dominio del neonato server di un villasantese conosciuto grazie a Gully e non uso Bogo perchè il creatore Bill Mae ora non ha tempo (l’ elettronica è una brutta bestia) di sistemare alcune cose. Così, il mio software weblog per ora è wordpress. In futuro, si spera, tornerò a usare Bogo, ma non ditelo a quelli di WordPress altrimenti si mettono a piangere.

L’ importante, comunque, è che io sia di nuovo qui a tediarvi, proprio oggi, giorno in cui, 8 anni fa (seconda media) iniziai a scrivere. Quello che c’ è stato prima è preistoria.
In un certo senso, si ricomincia tutto daccapo. Ci sono tante idee, in questa settimana testerò il software e deciderò se appoggiarmi definitivamente a questo server (penso che sarà così), poi vedrò di sistemare link, categorie, inserimento foto e tutti gli annessi e connessi che vi piacevano tanto (è la mia autostima a parlare, non io).

Ho letto un libro di Diego Marani che si intitola Nuova Grammatica Finlandese. é la storia di un tipo che viene ritrovato con un trauma cranico, durante la II guerra mondiale, da una nave tedesca. A bordo c’ è un medico finlandese che però ha sempre vissuto ad Amburgo che, guardando le iniziali sul suo fazzoletto e la scritta sulla sua giubba, identifica in lui un suo connazionale. E, dato che il naufrago uscito dal coma non parla, felice di poter insegnare a qualcuno la sua lingua madre, inizia a ri-insegnargli il finlandese. Che non è esattamente una lingua facile, se contate che ha quindici casi. Compreso un caso, l’ abessivo, che serve per esprimere la mancanza di una cosa. Quello che nella grammatica italiana si chiama complemento di privazione. “é molto utile, perchè in generale sono più le cose che ci mancano di quelle che abbiamo. Tutte le parole di questo mondo andrebbero declinate all’ abessivo” dice Sampo, il protagonista. Ma poi, lui, sarà veramente quello che il dottore gli fa credere di essere?

Mi ha ricordato un po’ la vicenda di quell’ uomo che chiamavano Piano Man. Un naufrago che andava in giro su una spiaggia in Inghilterra e che ha portato tutti a credere alla favola romantica che lui fosse un pianista pazzo che aveva perso la trebisonda. Invece era un impostore tedesco, tipo. E non sapeva nemmeno suonare il piano.

Un po’ lento, questo Nuova Grammatica Finlandese. Però il tema della ricostruzione del passato è interessante. Non si vive di passato, c’ est vrai, tuttavia esso è parte integrante di quello che siamo. E senza memoria, sarebbe una vita grama.
Come dice l’ unica donna presente in questo libro: “Il mio albero dei ricordi è un monumento all’ egocentrismo, un peso che mi trascina a fondo”.
Citazione prontamente annotata nella mia agenda.

Monumento al mio egocentrismo, invece, per ora è questo blog.
Nella speranza di ritrovare i miei venticinque lettori e magari di trovarne di nuovi…

Stay Tuned.